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Novità nello stream

NEWS: Tour Ratatà 2018

In seguito agli ottimi risultati dell’anno scorso, quest’anno il Ratatà Festival ha deciso di inserire nel suo programma un Tour delle mostre che andrà a toccare tutti gli spazi espositivi degli autori che parteciperanno a questa V^ edizione del Festival. L’iniziativa del tour si allinea con la mission dell’edizione di quest’anno, la quale ha come tema la moltitudine di spiriti differenti e affini, in un momento storico che vede la città di Macerata e l’Italia tutta in una forte crisi di identità. Risulta perciò essere un modo per connettere il festival con le persone, all’interno di un preciso contesto socio – culturale e urbanistico. La possibilità di partecipare ad un percorso guidato delle mostre è inoltre l’occasione per dare una forma più organizzata a un fenomeno molto richiesto da varie fette di pubblico e che, l’anno scorso, era risultato alquanto estemporaneo.

Il Tour delle mostre Ratatà 2018 è organizzato in collaborazione con gli studenti dell’Università di Macerata che stanno sostenendo un laboratorio all’interno del Festival.

Il tour sarà inaugurato domenica 15 aprile 2018 e sarà rivolto a chiunque sia interessato purché su prenotazione telefonica. L’iniziativa proseguirà anche ai giorni successivi e sarà dedicata anche e soprattutto agli Istituti Scolastici Superiori della città di Macerata.

Per quanto riguarda l’organizzazione stessa delle visite, coloro che saranno intenzionati a partecipare verranno inseriti in gruppi, composti da un massimo di 15 persone, mentre per i gruppi studenteschi il numero massimo previsto è di 25 persone.

La giornata di domenica sarà suddivisa secondo le seguenti fasce orarie:

dalle 10 alle 12.00

dalle 12 alle 14.00

dalle 15.30 alle 17.30

dalle 17.30 alle 19.30

Per ogni fascia oraria si predispone la partenza di due gruppi guidati che seguiranno due itinerari incrociati e sincronizzati per favorire una maggiore affluenza e fluidità di pubblico.

Per quanto riguarda gli studenti, gli orari saranno concordati con i docenti in base alla disponibilità e in base alle prenotazioni.

 

I due percorsi. Il primo itinerario avrà la sua partenza alla Galleria Antichi Forni, in cui è presente la mostra collettiva Autodafè, curata dall’associazione Ratatà, per poi proseguire presso lo spazio Mirionima, in Piazza della Libertà e percorrere il Corso della Repubblica fino allo spazio espositivo Magazzini Uto, in via Antonio Gramsci, dove sarà presente Isidro Ferrer; si continuerà verso il locale Duma che ospita la mostra di Matthias Lehmann fino alla casa editrice Quodlibet e Studio Disderi in via Trento 87, per la mostra di Pantani.

Il secondo itinerario segue un senso inverso: avrà la sua partenza allo Studio Disderi, a seguire farà tappa presso la casa editrice Quodlibet, il Duma, i Magazzini Uto, Corso della Repubblica, lo spazio Mirionima e la Galleria Antichi Forni..

Il punto di ritrovo è presso il luogo  di partenza di ciascun tour: per l’itinerario 1 è presso la Galleria Antichi Forni e per  l’itinerario 2 è presso lo Studio Disderi.

Per entrambi i due percorsi l’ultima tappa sarà la Mostra Mercato al Mercato delle Erbe in via Armaroli dove saranno presenti le opere degli artisti che hanno risposto alla Call artist e tutti i collettivi che hanno il banchetto con le loro produzioni in vendita.

 

Per le prenotazioni contattare:

Francesca:      339 217 6354

Maria Grazia: 346 843 5794

Roberta:         333 569 9904

Michele:         388 359 1247

Sirin:              333 717 8073

Call “Artists for Rojava”

 

 

 

 

 

Dona una tua opera o un’immagine digitale per sostenere i progetti di solidarietà del GUS in Rojava. L’opera selezionata servirà per promuovere e finanziare le nostre idee per ricostruire Kobane.

 

Il GUS in Rojava

Da ottobre 2017 abbiamo un nostro ufficio a Kobane, la città che ha resistito eroicamente all’invasione dell’autoproclamatosi Stato Islamico.

La nostra missione nasce dalla convinzione che l’esperimento politico del popolo curdo in Rojava (una regione situata a nord della Siria) abbia un valore universale perché ha contribuito a diffondere e difendere i principi di uguaglianza, inclusione, rispetto dei diritti delle persone e rispetto della natura.

La straordinaria resistenza dei combattenti e delle combattenti riunitisi sotto le sigle di YPG e YPJ ha fatto in modo che Kobane nel 2015 fosse liberata, ma ora Kobane ha bisogno del nostro aiuto per alzarsi in piedi. È il tempo della ricostruzione, è necessario far fronte alle difficoltà dell’embargo economico e politico di cui il Rojava è vittima. Se è vero che i combattenti mentre difendevano Kobane difendevano anche la nostra libertà e i nostri valori, adesso tocca a noi fare qualcosa.

I nostri progetti in Rojava, per i quali vi chiediamo di partecipare, sono due:

Peacetachios e MuziKobane.

 

Peacetachios

L’albero del pistacchio è un albero resistente, nel senso partigiano della parola. Sopravvive in condizioni avverse, resiste alla siccità e alle temperature altissime del deserto. Incarna la vita dove avremmo solo aridità. Proprio come i partigiani resistenti del Rojava, questi alberi portano la vita dove altri hanno seminato solo morte.

La coltivazione del pistacchio, assieme a quella dell’ulivo, è alla base dell’economia rurale del Rojava. Da qui allora bisogna ripartire.

Il GUS ha preso l’impegno di recuperare 20.000 alberi di pistacchio danneggiati dalla furia devastatrice dell’ISIS che ha sabotato i pozzi e incendiato le piante. Vogliamo riportare la vita nei villaggi ad ovest di Kobane dove questi 20.00 alberi sono coltivati, sostenendo le cooperative agricole, ricostruendo i pozzi e proteggendo il Pistacchio di Kobane, Pistacchio della pace.

 

MuziKobane

Strumenti di speranza: la musica è il cuore pulsante della millenaria cultura curda. Attraverso la musica si difende l’unione della comunità, si veicolano i valori della rivoluzione e si tiene alto il morale del popolo martoriato dalla guerra. C’è musica ogni qual volta gli amici si ritrovano davanti ad un tè, c’è musica alle feste, alle marce, ai funerali. Per ogni battaglia vinta in Rojava risuona una canzone, per ogni compagno caduto c’è una melodia che lo ricorda.

Il GUS, con questo progetto, vuole dare la possibilità all’Accademia Musicale Baki Xido di Kobane di ricominciare le proprie attività didattiche. Il nostro intento è di ricomprare gli strumenti distrutti dai fanatici dell’ISIS nel loro tentativo di far tacere la musica.

 

Cosa vi chiediamo

Vi chiediamo di sentirvi un albero di pistacchio bruciato nel deserto o un tamburo dalla pelle spezzata che non può più scandire il ritmo delle danze.

Vi chiediamo di mettere il vostro talento a servizio di uno di questi due progetti e di regalarci un’immagine che possa secondo voi veicolare il loro messaggio.

Inviateci un file in formato a3 verticale in 300 dpi, a colori

A tutte le immagini ricevute daremo visibilità nel sito e nei canali social del GUS menzionando ovviamente l’autore o l’autrice e il titolo dell’opera.

Le immagini a nostro avviso più efficaci e rappresentative dello spirito del progetto saranno utilizzate per produrre piccolo merchandising solidale come magliette, adesivi, tazze, segnalibri (accettiamo volentieri i vostri consigli e le vostre idee) per veicolare il progetto e sostenere la raccolta fondi.

 

Deadline

Inviare il materiale entro Lunedì 4 giugno ore 12:00 a: overseas@gus-italia.org

 

Contatti

fabiola.abbati@gus-italia.org

f.marilungo@gus-italia.org

INTERVISTA: Centrala

Centrala – every book matters è nato in Polonia nel 2007, specializzandosi in fumetti. Da lì, siete cresciuti notevolmente, espandendovi anche a Berlino e Londra. Cosa è cambiato dalle vostre attività iniziali? Quali sono i vostri piani futuri? 

Sei veramente ben informato- Centrala every book matters è nato nel 2007 in Polonia, poi nel 2014 abbiamo iniziato a pubblicare in Inghilterra e dal 2017 in Repubblica Ceca. Nel corso degli anni abbiamo imparato dai nostri errori. Sfortunatamente non possiamo realizzare tutti i progetti ambiziosi a cui siamo arrivati a causa della realtà del mondo dell’editoria. Tuttavia non smettiamo e creiamo ancora la cultura del fumetto e pubblichiamo fumetti intelligenti sulla vita in una maniera molto bella.

 

Quali sono i generi di fumetto che preferite e perché? Come può farsi notare da voi un giovane autore di fumetti?

I nostri fumetti sono sempre connessi con la realtà. Pubblichiamo artisti dall’Europa dell’est e dagli stati Scandinavi. Stiamo cercando nuovi artisti, tenendo conto del fatto che gli artisti sconosciuti non vengono spesso riconosciuti, non vengono apprezzati e premiati per le loro conquiste. Non ci concentriamo sui fumetti vincenti. Stiamo portando nuove opportunità e dando nuove chances per i nuovi talentuosi che iniziano. Questo è quello che Frame Festival fa al riguardo. A breve ci saranno due competizioni. La prima è per nuovi fumetti brevi, il tema è ‘L’ultimo albero’.  Il secondo è ‘ Frame Pitching’. Da tutte le richieste ricevute e le idee per fumetti verranno scelti 9 artisti. Gli artisti scelti avranno campo libero e accomodazioni a Praga e il vincitore verrà pubblicato in più lingue dall’Est Europa, come anche in Inglese.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Abbiamo deciso di venire al Ratatà festival abbiamo l’urgenza di conoscere i festival italiani. Speriamo che i nostri fumetti ottengano il benvenuto qui. Inoltre siamo amici degli editori Canicola e apprezziamo molto il loro lavoro. Speriamo di avere l’opportunità di andare a conoscere più artisti italiani.

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Un caro saluto da Centrala every books matters a tutti gli artisti, editori e visitatori del Ratatà fesitval.

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Salvatore Liberti

Salvatore Liberti vive e lavora a Napoli. Laureato in lettere, afferma di aver iniziato a disegnare per puro caso. Ma noi del Ratatà vogliamo di più da te! Quali sono state le cose che ti hanno maggiormente ispirato all’inizio della tua carriera? Che cosa ti ha spinto effettivamente a disegnare?

Esatto, è nato tutto un po’ per caso. Era un momentaccio in verità, continuavo a perder tempo in cose che sapevo non mi avrebbero portato in nessun posto. Ma procediamo con ordine. Ho sempre avuto una grande passione per le immagini, dalle foto raccolte negli album di famiglia cercando sempre di cogliere un particolare nuovo alle pubblicità nelle riviste, passando per i video musicali, agli scorci delle passeggiate lente o a quelli delle mie fughe in bicicletta; mai avrei pensato però di fare uscire fuori da me questo mondo a colori; lo tenevo nascosto. Leggevo un sacco, studiavo poco. Spesso sceglievo il libro dalla copertina (maledetti gli strateghi del marketing). Le storie iniziavano a starmi strette tra le pagine. Un giorno ho disegnato, una volta, un’altra e poi un’altra ancora. Le immagini erano uscite fuori, avevo le mie copertine; piacevano ai grandi, ai più piccoli e a Benedetta. Era quello che avrei voluto fare.  Adesso devo far funzionare tutto al meglio non ho mica messo il paracadute ‘sta volta.

 I tuoi lavori sono estremamente vivaci e colorati, dritti al punto, senza mai cercare la psichedelia eccessiva. Chi sono attualmente gli autori che apprezzi maggiormente? E quelli con cui hai collaborato o collabori tuttora? 

Il mio lavoro è di traduzione e sintesi, alle volte è un po’ complicato cercare di essere evocativo con pochi segni.  Mi piace che il messaggio arrivi come una freccia, diretto,  lasciando comunque spazio a chi osserva di aggiungere un pezzo della propria storia all’immagine. Non ho avuto una formazione artistica accademica, ho cercato tuttavia di rimediare con l’immaginario di Paul Jacoulet – Jacob Lawrence – Mary Fedden- Cagnaccio di san Pietro – Tano Festa – Guttuso René Mederos –  Henri Rousseau.  Attualmente collaboro con un bravo artista e un abile stampatore Gianluca Patrizi.

 Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Lo scorso anno è stato magnifico e non vedo l’ora di ritornare. Ho trovato grande accoglienza, dell’ottimo vino e nuovi amici. L’idea che una cittadina come Macerata possa essere invasa da mostre di importanti autrici e autori, workshop e da bravi artisti emergenti mi fa avere speranza,  le rivoluzioni culturali e sociali hanno assoluto bisogno della bellezza.

Manda un saluto per Macerata e il Ratatà!

il mio personale saluto a Ratatà è musicale e ho scelto un gruppo che porta quasi lo stesso nome, ci si vede lì!   https://www.youtube.com/watch?v=f7wkRET0hbo&list=RDf7wkRET0hbo&t=111

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Matteo della Chiara

Chi è Matteo della Chiara? Quando e come nasce come fumettista? Ce ne parli?

Ho 26 anni e vivo a Gabicce Mare. Al termine delle medie ero molto contento di evadere dal provincialismo marcato che contraddistingue i piccoli comuni della penisola, quindi scelgo l’ITIS di Cesena. Alle superiori scopro che mi piace scrivere gli articoli di giornale. Mi iscrivo a scienze della comunicazione indirizzo giornalismo e mi fa schifo quasi nella sua totalità. Intanto conosco la meme, una ragazza decisamente stravagante. La mia morosa è sua amica e poco tempo dopo mi ritrovo a casa sua. Il salone principale è una stanza danzante: quadri di ogni dimensione appiccicati male male male coprono grandi affreschi protettori di ogni muro visibile a occhio, tutto condito da muffa galoppante che da terra cerca di raggiungere il cielo. Se avessi mai fatto una lista delle volte che nella vita ho percepito la magia, questo momento sarebbe sulla lista. La camera da letto ricorda il laboratorio di uno stregone: colori, disegni, assi di legno, cianfrusaglie, amuleti, vestiti, fotografie, sporco, vestiti ecc ecc ecc tutto governato dal caos, meraviglioso. Già scrivevo da un pò, e avrei desiderato subito lavorare con lei, ma timido e sommesso non dissi niente. Oltretutto mai avuto niente a che fare con sceneggiatura, fumetto e illustrazione. Alla fine fu lei a farsi avanti, “Io lo disegno e tu me lo scrivi” disse. Partecipammo a un concorso su Brian the brain di Martin, e vincemmo uno dei due premi in palio. Così nacque un fumettista.

I tuoi disegni, che siano piccole vignette o storie, sono molto interessanti e inquietanti. Da cosa trai ispirazione?

Come precisato sopra, i disegni li fa la meme. Oltre a quella per il concorso abbiamo realizzato due opere: la prima si chiama “I riti del tempio”, una ventina di vecchie tavole sconnesse con testi da rifare, quindi trovo un punto in comune tra tutte, riscrivo i testi con stampo ampolloso e prolisso (così da dilatare la letture) ma non troppo banale e stampiamo. In contemporanea iniziamo Moonbeam. Due anni travagliati per entrambi per finirlo. Poca fantasia e tante viscere. Ho scritto la sceneggiatura quasi esclusivamente pescando a secchi dalla melma fossile, dove penso chiunque affoghi le delusioni, le frustrazioni, gli annichilimenti del passato, ormai sprofondati e quasi dimenticati. Pezzo dopo pezzo riesumavo, incollavo e poi di nuovo, fino a concludere. Il tema ha dopo influenzato il tratto della meme, già talvolta ansiogeno e qui con sfumature oniriche.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Da quel che so, ogni anno vi fate un gran mazzo e tirate su un gran bel festival. Mi basta questo.

Mandaci un saluto per Macerata e il Ratatà!

HOLA RA TA TÀ!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: BVG

Come nasce BVG? Che menti ci sono dietro questa creazione?

BVG è un collettivo di artisti ma prima di tutto di amici, siamo in sette e ci siamo conosciuti all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove frequentiamo il corso di Fumetto e Illustrazione. Il gruppo nasce “ufficialmente” un anno fa, proprio in occasione della scorsa edizione del Ratatà festival (infatti in questi giorni dovrebbe esserci il nostro compleanno ma non sappiamo bene quando!)

Lo stile di disegno è molto particolare, folle. Lo definirei “vietato ai minori”. Quali sono le fonti di ispirazione?

Sì beh non sei il primo che ci descrive in questa maniera… Ognuno di noi ha il proprio stile personale, essendo in sette ci sarebbe tanto da dire su chi e cosa ci ispira, ma abbiamo molti punti in comune: i fumetti underground; la Melevisione con tutte le sue storie e serie animate, strambe ma stupende; l’arte sacra e per finire i film di animazione delle merendine Kinder e Ferrero.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Lo scorso anno abbiamo girato vari festival di editoria indipendente e, come accennato poc’anzi, abbiamo cominciato proprio con il Ratatà! Abbiamo deciso quindi di tornarci per far vedere come siamo cambiati a distanza di un anno dalla nascita del collettivo. I l festival è un buon trampolino di lancio per farci conoscere ed è anche molto utile vedere altri artisti che si muovono nel nostro stesso settore, tutte queste cose ci aiutano a crescere!

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Bella Rata!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Pica disegni al cianotipo

Ormai quasi giunto al suo sesto anno di vita, Pica nasce da una idea del disegnatore Carlos Lalvay Estrada e del tecnico della stampa antica Pietro Repetto. Ma in che cosa consiste questa fusione di idee? Tra i progetti che avete realizzato, quali sono stati quelli che vi hanno dato maggiori soddisfazioni?

Ciao Ratatà! Fusione è la parola giusta, siamo diventati oramai una specie di supersayan che è composto da due anime molto diverse che, come spesso avviene, trovano l’una il completamento nell’altra: gli abissi inconsci di Carlos che vengono fissati e riprodotti  grazie alla precisione e alle conoscenze tecniche di Pietro, tecnico della stampa fotografica antica. La cianotipia lo “strumento” scelto. Le soddisfazioni di questa “fusione” iniziano a vedersi ora: dopo un pò di anni abbiamo infatti una schiera di amici, sostenitori e “ammiratori” che ora che abbiamo aperto il nostro nuovo laboratorio/atelier vengono a trovarci sempre più spesso, interessati alle evoluzioni del nostro progetto.

Dando una sbirciatina sulla vostra pagina Facebook ho notato che molte delle vostre opere, molto carine e vivaci, sono rigorosamente blu. C’è un motivo dietro?

Il blu è un colore che ci ricorda le nostre origini di animali marini e di uccelli volteggianti nel cielo e quindi … scherzo, uno dei due sali di ferro con cui fotosensibilizziamo i fogli contiene il pigmento del blu di Prussia e da lì non si scappa!

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Perché ogni anno che veniamo qui è sempre più bello! Conosciamo persone e collettivi stimolanti che ci danno un sacco di idee che ci portiamo dietro per un bel po’! La settimana dopo il Ratatà per esempio saremo a Firenze presso un bellissimo circolo, L’Appartamento, per portare il nostro workshop di cianotipia!

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Ciao Ratatà!!! E grazie per averci accolto nuovamente!!!!!!!!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Altalena Fanzine

Altalena fanzine è un progetto molto giovane che proprio ad aprile compie un anno di attività! Nasce dall’incontro di Stefania, Giulia, Roberta e Camilla, offrendo molteplici cose tra cui anche le illustrazioni. Cosa vi ha spinto a fondare Altalena fanzine? Cosa pensate vi rende differenti dalle altre fanzine?

Di base ciò che ci ha spinto è la frustrazione! Anni di nostri progetti artistici inespressi sono esplosi in questo giornaletto. Non siamo una fanzine di settore, ma collaboriamo con diversi artisti (illustratori, fumettisti, tatuatori, musicisti blablabla) selezionati in base al tema del numero. Tutte e 4 ci occupiamo anche dei banchetti con vari gadget appariscenti tra cui spille, bottoni, adesivi, zine packs, magliette, shoppers, cartoline, biglietti e chi più ne ha più ne metta.

Pensate che ci sia spazio per altri collaboratori? 

Assolutamente si, conquistate il mondo con noi! We want you ☞

A breve lanceremo una call per tutti coloro che vogliono collaborare con la nostra balotta, in ogni caso se siete interessati scriveteci!

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ne abbiamo sentito parlare spesso e benissimo da amici fumettisti e illustratori, perciò abbiamo fatto un tentativo e ora ci aspettiamo la gloria eterna.

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Ciao Maceratatà! Uess blesssss

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Alabama Studio

Vedere anche solo il sito di Alabama Studio ci fa immergere nella America del film “Easy rider” di Dennis Hopper, si sentono le schitarrate di Hendrix in sottofondo e si ha voglia di comprare una Harley Davidson. Andrea Refi, sicuramente il tuo progetto è alquanto ambizioso! Parlaci un po’ di te e di questo Alabama Studio.

Alabama Studio nasce dalla volontà di comunicare e dare visibilità alla mia attività di grafico/illustratore e poster artist. Faccio questo lavoro da più di 14 anni, prima come fanzinaro /appassionato, oggi come graphic designer freelance. Ho cominciato a disegnare poster ,fanzines e flyers parallelamente all’ attività di organizzatore di concerti in seno a BloodySound Fucktory (etichetta discografica creata nel 2004 insieme a Jonathan Iencinella, Daniele”Nando”Luconi e Alessandro Gentili). Partendo dai fumetti , mi sono appasionato a quest’ arte nata nella California Psychedelica degli anni 60 e sviluppatasi poi fino ai giorni nostri grazie all’ opera di Maestri come Rick Griffin, Victor Moscoso, Alton Kelly, Stanley Mouse,Winston Smith, Coop, Frank Kozik, Art Chantry, Chuck Sperry, Ron Donovan, Emek e i nostrani Malleus (solo per citarne alcuni!). Oltre che alla Poster Art mi dedico anche alla grafica più tradizionale: tra i miei ultimi lavori ci sono il re-design del logo di Tattoo Experience di Tiziano Ripanti in Ancona e la progettazione di tutta la grafica del birrificio artigianale Wallop di Monsano.

Come scritto nel sito, ti ispiri a molte cose, come il rock’n’roll, i Rolling Stones, John Belushi, Sam Peckimpah e anche Pasolini. Quindi ti chiedo: chi sono i tuoi registi preferiti?

I miei registi preferiti sono : Sam Peckinpah per cui nutro un’ amore sviscerato, Alfred Hitchcock, Quentin Tarantino, Stanley Kubrick e Clint Eastwood.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ho deciso di partecipare al Ratatà Festival per la qualità dell’ organizzazione  e la cura con cui lo staff gestisce quest’ importante manifestazione; altro motivo è la possibilità di stabilire contatti con altri artisti e valutare possibili collaborazioni.

Puoi mandare un saluto a Macerata e al Ratatà?

Bella ragà, ci vediamo al Ratatà! 😉

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Serena Schinaia

Artista dalla grande esperienza, Serena Schinaia è una illustratrice romana che ha spaziato di tutto, dai fumetti ai video ai libri. Ci parli un po’ della tua formazione? Come sei cresciuta artisticamente nel tempo?

Ho studiato Filosofia Estetica prima, frequentato l’Accademia di Belle Arti poi, entrambe a Bologna che credo sia stata centrale nella mia formazione. Mi sono avvicinata al disegno negli primi anni Duemila in cui l’illustrazione e il fumetto, così come il cinema, erano pane quotidiano per gli studenti bolognesi. Bologna è una città eclettica, credo mi abbia fornito gli stimoli necessari per capire che il disegno e le storie da raccontare con le immagini, fossero qualcosa che mi apparteneva profondamente. Penso spesso che se avessi studiato altrove, oggi probabilmente mi occuperei della produzione delle immagini in altro modo.

Cosa mostrerai al pubblico del Ratatà?

Un collezione di produzioni recenti e meno recenti che esprimono bene la varietà del mio lavoro. Albetti a fumetti, poster, collaborazioni con realtà che mi hanno permesso di sperimentare il disegno in vario modo.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ratatà è uno dei miei festival preferiti. La qualità delle mostre è sempre eccellente, la mostra mercato è l’occasione per monitorare le uscite più interessanti e incontrare amici vecchi e nuovi.

Puoi mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Ciao Macerata, ciao Ratatà, stiamo arrivando!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Collettivo Caldaia

Solamente il titolo dovrebbe incuriosire un po’, ma Collettivo Caldaia è, appunto, un collettivo che realizza opere molto colorate e interessanti. Ma quando e come nasce il Collettivo? Chi sono i suoi componenti?

Collettivo Caldaia sono Andrea Mantani, Edoardo Marconi, Daniele Vanzo e Nicolò Venturi, quattro giovani illustratori, compagni di classe, di vita, di complessi problemi abitativi. Dopo aver passato insieme quasi due anni ci siamo decisi ad unire le Collettivo forze e a mettere a disposizione ognuno per l’altro consigli, conoscenze personali e carte di credito. Siamo testardi e ci ostiniamo ad essere un collettivo pur avendo quattro stili completamente differenti, tuttavia continuiamo a influenzarci l’un l’altro, senza riuscirci.

Quali sono le origini di questo nome curioso?

Sono proprio questi complessi problemi abitativi ad aver dato il nome al collettivo. Vivere con altre persone è complicato, noi abbiamo superato gli ostacoli della convivenza grazie a un nemico comune, la casa stessa. Tubature ghiacciate, fornelli senza gas, lavare i piatti con la neve sono stati solo di contorno al vero problema, la mancanza del riscaldamento. Dopo una settimana vissuta a 12 gradi aggiungiamo fiamme a quasi tutte le illustrazioni che facciamo, il nome è venuto fuori da solo.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Siamo tutti e quattro super fan del Ratatà festival, alcuni di noi la seguono dalle prime edizioni. Ci siamo ripromessi di organizzarci per poterne fare parte durante quella dello scorso anno. Siamo molto felici di poter passare il fine settimana tra le mostre sparse per la città, gli eventi e tantissima gente appassionata quanto noi di illustrazione, fumetto, editoria e di tutti i loro derivati.

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Fiamme a tutti, amici spettatori!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Febbre e Tenerezza

Alessio Alcini è un disegnatore molto interessante e “colorato”. Stando al tuo profilo Behance sembra che i tuoi modelli di ispirazione siano gli animali, soprattutto quelli esotici. Ma come nasce artisticamente Alessio Alcini? Cosa ti colpisce a tal punto da spingerti a disegnare?

Mi chiamo Alessio Alcini, ho quasi 25 anni e vivo a Pineto, una piccola città in provincia di Teramo. Ho iniziato ad appassionarmi al disegno alle elementari, quando le mie fonti di ispirazione erano principalmente i cartoni animati come i pokémon, i digimon, dragonball e tanti altri. Queste fonti d’ispirazione hanno contribuito all’evoluzione del mio stile di disegno nel corso degli anni.
Mi hanno sempre affascinato gli animali in generale, sia quelli che osservo nel giardino o nelle aree verdi, sia quelli che vedo nei documentari o nelle illustrazioni sui libri. Ho sempre voluto inventare dei personaggi miei, delle volte dandogli dei nomi assurdi. Di solito mischio forme animali con quelle umane creando degli esseri ibridi, come se fossero degli animali con una coscienza superiore, quasi umana. Cerco di esprimere le mie sensazioni e i miei pensieri attraverso i loro gesti e comportamenti, delle volte provo a raccontare attraverso di essi delle allegorie o delle metafore sulla vita.

Al Ratatà ti presenterai con il progetto Febbre e tenerezza. Spiegaci cosa è

Il nome “febbre e tenerezza” non ha un significato ben preciso. Sono solamente due parole che mi sembrava suonassero bene insieme con cui inizialmente ho chiamato un progetto sul mio profilo Behance, pensando che avrebbero potuto raccontare in due parole quello che volevano trasmettere i miei lavori (avevo pensato di usarlo come nome per il Ratatà ma ho cambiato idea e preferirei usare semplicemente nome e cognome se è possibile).

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ho deciso di partecipare al festival per far vedere i miei lavori agli altri e farmi conoscere, e anche se sono una persona abbastanza riservata ho voluto darmi una spinta per sfruttare quest’opportunità, sperando anche di divertirmi.

Puoi mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Un saluto a Macerata e al Ratatà da parte mia!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Storie da non raccontare

“Scrivere storie, una vera follia, dal momento che decidi di scrivere storie non ti vengono storie da scrivere; più ti arrovelli più il foglio si sbianca, più ci pensi più idee e personaggi fuggono lontano”. Così inizia il manifesto di Storie da non raccontare, un inizio molto esemplificativo. Ma come nasce questa attività?

Storie da non raccontare è un contenitore meticcio, in cui giocare con immagini, parole e diverse tecniche di rappresentazione (come il video, la carta stampata ecc…) per inventare nuovi linguaggi e soprattutto sorprendersi!

Quale è il significato del vostro nome Storie da non raccontare? 

Solitamente le storie si raccontano … la negazione “non” manleva da intenti “lineari” e lascia piena libertà al lettore e all’autore di giocare con gli elementi, senza avere aspettative o autocensure.

Chi sono i vostri componenti? E il vostro percorso artistico e professionale?

Componente è Lara Caputo e tutti gli abili illustratori e professionisti che hanno contribuito alla realizzazione delle storie, se siete curiosi sbirciate qui: http://cargocollective.com/storiedanonraccontare/Manifesto

Andando a visitare la vostra pagina Facebook ho visto che realizzate workshops con bambini per permettere loro di creare piccoli lavori. Come reagiscono di fronte a tutto questo?

Si! la nuova avventura delle storie, che va avanti da circa due anni, è quella di promuovere corsi e workshop in musei, librerie, scuole e qualsiasi spazio o festival che abbia voglia di dialogare. Partendo dalla struttura delle storie in cui è presente testo, immagini e diverse tecniche di realizzazione (come collage manuale/pittura ecc), i laboratori vogliono dare l’opportunità di lavorare con il pensiero divergente e andare un po’ “oltre” i modelli di narrazione che utilizziamo solitamente, promuovendo l’azione inventiva e il gioco, componenti essenziali per imparare e conoscere. I bambini!!!!!! custodi della meraviglia umana, si divertono un mondo, riconoscendo un linguaggio familiare. Poi ci sono i bambini mascherati da adulti che pure non scherzano! appena entrano negli “oltremondi” delle storie non vorrebbero più uscirne! è una vera terapia!

Avete in mente qualche progetto futuro? Come credete che sarete tra qualche anno?

Viviamo il presente presentissimo, lasciando scorrere il flusso … per ora così è andata alla grande! (in realtà vorremmo instillare il seme dell’anarchia nel sistema educativo mondiale ahaha)

Anche quest’anno parteciperete al Ratatà! Cosa porterete di nuovo questa volta?

Il mitico “collage selvaggio” in una veste tutta nuova di “maschere selvagge” da esibire in parata!Ci sarà colla, forbici, timbri, colori e immagini per sbizzarrirsi nel selvatico mondo del taglia/incolla! vi assicuriamo che è meglio della cannabis!

Come è nato il vostro rapporto longevo con il festival Ratatà?

Confesso. AMORE

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Un saluto lo manderei, ma urlar forte dovrei, da Genova a Macerata ci vengo per la parata, e allora sai che c’è?chi pensa per sé, pensa triste o pensa per tre? ma i trentini selvaggi erano 33! e allora 33 abbracci porto con me, e se li becca chi c’è!c’è!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Carla’s pistachios

Carla’s pistachios è un collettivo tutto italiano, formato da studenti dell’ISIA di Urbino. Chi sono i componenti? Quale è il significato del nome Carla’s pistachios?

I componenti sono: Alessandro Lanfrancotti, Chiara Fanelli, Filomena Galvani, Gabriele Zagaglia. Il nome nasce dalle serate insieme a “casa della sfinge” a trangugiare gelato al pistacchio e fare piani improbabili per il futuro. Carla è la segretaria responsabile del corso triennale in ISIA ma per noi è anche una guida all’interno del labirinto dell’università. Ci piaceva l’idea di intitolarle un progetto collettivo spensierato e autonomo che ci da modo di sperimentare e metterci in gioco accantonando per un po’ i vincoli della tecnica tradizionale.

Avete degli stili differenti? In cosa vi differenziate?

Siamo un marasma eterogeneo e organizzato. Filomena disegna illustrazioni oniriche e dai toni malinconici e sognanti con rimandi all’arte preraffaelita e alla letteratura. Gabriele spazia in svariati ambiti dal disegno alla scultura, con un segno che ricorda un mondo ancestrale e la cultura africana. Alessandro cura lavori editoriali in piccole tirature, attento ai dettagli e ai contenuti narrativi di scrittori emergenti o mai pubblicati (oltre a fare illustrazioni molto punk). Chiara lavora tramite storyboard e fumetti per raccontare vicende storiche e differenze culturali. Stando a contatto ci influenziamo a vicenda e collaboriamo a progetti a più ampio spettro.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ci interessa iniziare a far vedere i nostri lavori pubblicamente e il festival ci è sembrato un’ottima occasione aggregativa già dagli anni scorsi. In più per noi è la prima volta come collettivo!

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

A presto and never stop growing pistachios!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: z.Wax

Axel Zani, in arte z.Wax! Viene da Bologna, studia all’Accademia di belle arti e decide di mettersi in proprio realizzando opere che mostrano uno stile colorato, cartoonesco e alquanto grottesco. Ti dirò che alcune delle tue opere sembrano immagini uscite fuori da una puntata di Rick & Morty. Perché non ci racconti un po’ di te?

Tutto corretto, soprattutto il nome e pseudonimo, (cose che nessuno azzecca mai al primo colpo) e ti ringrazio per l’accostamento a Rick & Morty, perché assieme ad Adventure Time è uno dei miei cartoni animati preferiti, ne guardo tantissimi da sempre, quindi trovo naturale che questo, come in tanti altri come me, si rifletta nel modo di esporre e rappresentare quello che mi passa per la testa.
Dopo essermi diplomato in pittura ho dovuto decidere quale strada prendere, e quella dell’arte pura in fin dei conti non ha mai fatto per me, personalmente penso che sia lastricato da un’infinità di regole non scritte difficilissime da rompere, cosa che invece nel fumetto underground o comunque nelle autoproduzioni non solo è permesso, ma credo sia il lato più interessante dell’ambiente.

Mi piacciono le tue opere e mi piacciono le citazioni che inserisci (tipo da “il pasto nudo” di Cronenberg). Anche te sei uno appassionato di cinema?

Intanto ti ringrazio, e certo che sì! Alla base della mia piramide alimentare oltre fumetti e cartoni animati possiamo trovare anche videogiochi e soprattutto film, dieta che seguo sin da quando ho memoria. Il pasto nudo di Cronenberg mi ha letteralmente folgorato, ipnotizzato, durante la visione non facevo altro che ammirare quelli scarafaggioni, la Clark Nova quella macchina da scrivere parlante, ne volevo terribilmente una, tanto che alla fine sono stato costretto a disegnarla.
In realtà la Clark Nova è uno dei pochi casi di citazionismo volontario, anzi, direi che è più un omaggio, la maggior parte delle volte mi lascio si ispirare da film o immagini di vario tipo, ma poi ciò che mi ritrovo a rappresentare è solo un riflesso del punto di partenza non sempre facile da cogliere, nemmeno da me.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ho visitato Macerata per la prima volta la scorsa edizione del Ratatà, che trovo un festival di qualità organizzato veramente molto bene, in più non sò, sarà che era primavera, che è un paese molto bello abitato da persone cordialissime, tutto un insieme di cose che me ne hanno fatto letteralmente innamorare, quindi non vedo l’ora di tornarci.

Cosa porti di nuovo rispetto all’anno scorso?

Quest’anno di nuovo oltre a qualche piccola autoproduzione low-cost e qualche nuova illustrazione,  porterò Guerriero Psichico 74/Bis, il mio primo vero progetto editoriale autoprodotto che si possa dire completo. Si tratta di un fumetto fantascientifico/umoristico, che sta a metà strada tra un racconto urania e i Monty Python (o almeno mi piace pensarlo) composto da svariate storie brevi scritte e disegnate da me, più altre in collaborazione con alcuni miei colleghi Sbucciaginocchi, il collettivo di cui faccio parte da ormai un paio d’anni.

Perché non mandi un saluto a Macerata e al Ratatà?

MACERATA! Porca paletta! aspettami li che fra qualche settimana ti vengo a riabbracciare!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: LinEEtte

Lineette, con uno stile asciutto, pulito e minimale, mostra le incertezze, i dubbi e i complessi della società adolescenziale moderna, vertendo soprattutto su temi sessuali. Ma chi è Lineette, chi è Giulia?

Rispondere a questa domanda è un po’ come fare outing, perché ho sempre tenuto al fatto che i miei disegni non fossero associati alla mia persona, grazie Ratatà per farmi fare questo passo fuori dall’adolescenza (anagraficamente già passata da un po’! Lineette è una di quelle persone che sentono il bisogno di esprimere i propri pensieri in modo creativo, che a volte è una maledizione, altre una salvezza. Mi sono formata come fotografa, ma poi ho capito che preferisco disegnare le cose piuttosto che fotografarle. Il processo è più lento e la creazione pratica di un’illustrazione è la continuazione della parte progettuale, puoi cambiare strada in qualsiasi momento se ti sembra opportuno. Mi piace disegnare pensieri o esperienze sia mie che di altri, per esorcizzare quelle negative, e ricordare quelle positive. E’ abbastanza efficace!

Le tue sono opere che, nonostante i temi trattati, risultano essere delicate e mai troppo pesanti, segno di maturità nella rappresentazione e, perché no, anche di esperienza vissuta (almeno questo è quello che mi è stato trasmesso). Questa è una domanda che non ho mai fatto a nessuno: quali sono le opere letterarie che ti hanno maggiormente colpito?

Per fortuna ultimamente ho ricominciato a leggere, quindi posso rispondere a questa domanda! Uno è un libro scelto a pelle in un negozio dell’usato, che poi si è rivelato essere quello giusto al momento giusto: “Non c’è come non darla” di Carrie Fisher (la principessa Leila di Star Wars) che di base è una lunga riflessione sulle relazioni (con sé stessi e con gli altri), camuffato da romanzo rosa, consigliatissimo a chi ogni tanto ha dei dubbi sulla proprio sanità mentale. Il secondo è “Specie di spazi” di Georges Perec, che invece è un saggio che affronta il tema dello spazio, trasformandolo in un concetto. Consigliato a chi piace farsi i viaggi mentali e non.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a partecipare al Ratatà festival?

Non ci sono mai stata e non vedo l’ora! Mi piacciono i festival perchè si respira sempre un’aria positiva. Hai modo di confrontarti sia con chi usa il tuo stesso mezzo di espressione, ma con risultati sempre diversi, sia con il “pubblico”. Vedere le reazioni che hanno quando guardano i tuoi lavori, su cosa si soffermano, cosa li fa ridere. Una volta una bambina ha preso il mio adesivo (che è a forma di assorbente, con una macchia a forma di cuore rosso in mezzo) e mi ha detto: “E’ un cerotto per il cuore?”. C’è altro da dire?

Puoi mandare un saluto a Macerata e al Ratatà?

Cara Macerata e caro Ratatà, sono molto emozionata per questo nostro primo appuntamento, sono certa che non ne rimarrò delusa. A prestissimo!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Snuffcomix

Ci sono case editrici indipendenti, tutto sommato normali, e poi c’è Snuffcomix che decide di scardinare le regole. Ma diteci un po’, come nasce una casa editrice del genere?

Snuff Comix nasce nel 2013 come rivista autoprodotta, non ci definiamo una vera e propria casa editrice, anche se nell’ultimo anno abbiamo assunto un ruolo simile, sopperendo a quelle che sono state fino ad ora le lacune delle case editrici. Snuff Comix nasce un idea di Oral Giacomini vero artefice nonché padre-padrone della rivista, il quale volle fortemente che la fanzine avesse una cadenza mensile idea totalmente folle, visto che in redazione eravamo in tre: Oral Giacomini, Francesco Cornacchia e Carlo Benini,ed eravamo completamente inesperti. Capitolammo nell’aprlie 2013 anche grazie ad una fastidiosa censura da parte dei social e del nostro conto Paypal che ci ha di fatto bloccato ogni possibile contatto ed entrata monetaria. Rinasciamo dalle ceneri alla fine del 2016 con più anni ed esperienza. Ora oltre alla rivista abbiamo iniziato a pubblicare anche albi veri e propri come l’esilarante Porno di Giorgio Franzaroli, Kolosimov di Saul Saguatti e Annibale testa di pesce di Alberto Zamboni.

Quali sono i lavori di cui andate maggiormente fieri?

È con orgoglio che tra le nostre pagine abbiamo potuto pubblicare autori bravissimi ancora inediti in Italia. Tanto per fare qualche esempio nel numero 13 pubblichiamo una storia di Mike Diana un degli autori di punta dell’underground statunitense, sempre sullo stesso numero abbiamo pubblicato una storia inedita di Hans Rickeit tratta dal ciclo di Cochlea e Eustachia mai pubblicato in Italia. Il nostro fiore all’occhiello rimane però Gestopo Propaganda, volume cartonato di 128 pagine tutto a colori che raccoglie i migliori autori del panorama underground. Andato esaurito in un paio di giorni dalla presentazione ne stiamo progettando una ristampa ed un possibile volume 2. L’idea di base di Snuff Comix è quella di ricercare e pubblicare autori validi anche se totalmente sconosciuti accostandoli a personalità già affermate in modo tale da valorizzare entrambi. Nei tredici numeri finora pubblicati possiamo vantare una carrellata di autori provenienti almeno da quattro continenti (manca solo l’Oceania).

 Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

È il secondo anno che partecipiamo al Ratatà e pensiamo che sia un ottimo festival di fumetti soprattutto per quanto riguarda il panorama dell’autoproduzione e dell’underground, è uno dei cinque festival nei quali saremo presenti quest’anno, assieme ad Afa, Crack, Olé e Borda.

Perché non mandate un saluto a Macerata e al Ratatà?

Amici di Macerata venite a trovarci al nostro banchetto, vi promettiamo una buona dose di violenza, perversioni sessuali, droghe e mostri intervallata da tanta poesia.

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Omless

Omless nasce come progetto indipendente per la realizzazione di vestiti su cui sono riprodotti disegni personalizzati e opere d’arte molto particolari. Risulta essere un progetto alquanto insolito, ma esordisco ponendovi questa domanda: come vedreste in generale questo connubio tra arte e vita quotidiana?

Non ho capito la domanda 🙂 ma provo a rispondere. OMLESS vuole produrre opere d’arte da indossare e mostrare nel museo della vita quotidiana. Collaborare con artisti, disegnatori, tatuatori e con chi usa ogni giorno materia grigia cerebrale per comunicare attraverso disegni, illustrazioni e parole. Creare un museo a cielo aperto dove una serigrafia su t-shirt può assume lo stesso potenziale comunicativo di un graffito su un vagone della metro. L’esempio del graffito non è casuale , perché è proprio alla strada che ci ispiriamo, vogliamo rafforzare il legame tra arte urbana e serigrafia artigianale. Creare un contenitore di roba buona priva di curatori e/o stilisti che seguono i cliché. Proporre le opere d’arte di mani creative liberandole dalle gabbie del mercato. Ci piace l’idea di provare a sfidare il destino, andando contro le mode e i costumi. Ribaltare e non seguire le regole di mercato alla ricerca di un cambiamento che parte dalla vita quotidiana, indossando prodotti realizzati a KM0 e a tiratura super limitata, a costi bassissimi esenti da rincari di major. Infine è nostra vera ambizione poter creare un legame diretto tra artista e pubblico, mettendo a confronto i due in un rapporto di arte necessaria. Stampiamo solo se necessario e se il pubblico lo chiede.

Da dove nasce l’idea di Omless? Raccontateci brevemente la vostra storia

c’era una volta la voglia di disegnare e colorare su/e qualsiasi cosa. Quella voglia è cresciuta incarnandosi nelle spoglie di un contadino/street artist/illustratore/pasticcione visionario di nome Pino, e nelle sembianze di un idraulico/batterista/serigrafo/MacGyver strampalato di nome Alessandro. Un bel giorno, spoglie e sembianze si sono conosciute, scoprendo di non avere molte cose in comune con il resto del mondo. Abbiamo unito le forze dando vita ad un progetto che sognavamo da tempo, usando un nome che ci rappresenti. Un nome che giochi tra pronuncia e lettura. In un mix tra senza casa editrice(homeless) e senza religione(tradotto da noi sarebbe “senza numeri alla porta”) perché allergici alle mode, “OMLESS” appunto.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Perché l’anno scorso alcuni nostri amici partecipanti ci hanno detto che è “molto bello”! Scherzi a parte, pensiamo che eventi come il Ratatà siano i nuovi contenitori culturali liberi da pilotaggi, unici nella qualità di energia creativa che propongono.

Potete mandarci un saluto per Macerata e il Ratatà?

Un caloroso saluto dalla terra delle cozze contaminate dai fanghi dell’ilva che tutto il mondo ci invidia. Dalla regione di recente considerata la più bella del mondo da chi non ci vive. Verità a parte volgiamo un inchino al Ratatà, ringraziandolo di esistere!!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Lovely dolls

Lara Quatrini è una graphic designer di Recanati, appassionata di disegno e fotografia. Quando inizi ad appassionarti al mondo dell’arte e del design?

Bella domanda! Se mi guardo indietro ho sempre il ricordo di me con una matita in mano, un paio di forbici e qualcosa da costruire. La scuola poi ha fatto il resto, aprendomi infinite porte verso nuovi mondi. Alcune le ho socchiuse, altre sono ancora lì che tento di forzare la serratura. Sono molto curiosa, e tignosa, chi lo sa che un giorno non ce la faccia! Per il momento il passe-partout che ho in mano è il divertimento. Divertendomi lavoro intensamente e lascio entrare nuove idee nella mia testa, poi le costruisco con le mani e con fatica. Se il meccanismo non si inceppa vengono fuori cose interessanti.

Cosa è questo progetto Lovely dolls? Parlacene un po’

Lovely Dolls nasce nel “lontano” 2015, quando ho costruito la prima bambola, fatta di balsa, tagliata e dipinta interamente a mano. Non ricordo cosa mi passava per la testa allora, probabilmente avevo voglia di regalare a un dipinto la terza dimensione. Amo le marionette, i pupari, i meccanismi da assemblare e i piccoli personaggi tridimensionali. Credo sia questo che mi abbia portata, dopo tante sperimentazioni, alla ricerca che ho intrapreso nell’ultimo periodo. Mi piace progettare e realizzare dei pezzi che abbiano in sé diverse caratteristiche: il calore del legno, la ricerca delle forme, una visione della femminilità differente dai soliti canoni, l’utilizzo del colore per raccontare un personaggio. Il work, per così dire, è in progress … quest’anno ho lavorato molto sui colori e gli incastri, ridefinendo e rimettendo in discussione   molte cose, e sono contenta di come il frutto matura. L’ultima ideona, mi è venuta a Natale: ho deciso di togliere il corpo e lasciare la testa … e sono nate le spille Lovely Dolls! Questa nuova sfida era giusto quello che ci voleva, non vedo l’ora di buttarle in pasto al pubblico di Ratatà!

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Io amo questo Festival, lo conosco dagli inizi e apprezzo il grande (ed encomiabile) lavoro che c’è dietro. Partecipare è un piacere e un onore.  Si incontrano persone interessanti, tanti creativi che fanno cose bellissime, ci sono mille iniziative che trasformano Macerata in una città d’arte, o meglio, in una città a misura d’artista.

Puoi mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Macerata … tieniti stretti i Ratatosi, quando te ricapita???

INTERVISTA: Nightcloud

La storia dietro questo progetto è così affascinante, quando arte e agricoltura si incontrano e danno vita a qualcosa di unico, basato sui lavori di carta. Ma quando si sono incontratiCatharina e Natan ? Perché avete deciso di iniziare questo progetto?

è stato attraverso la carta fatta a mano (un congresso internazionale in Olanda del 1994) che si sono conosciuti Natan e Catharina. Una connessione di amore cartaceo che poi ha formato il nome “nightcloud” in Italia! Uno di noi (Natan) scoprì la carta durante gli anni ’80 mentre stava ascoltando parlare sul radio Israeli – la sua formazione in arti visive e la sua pratica in fattoria lo ha portato a scoprire che i processi di lavorazione erano la perfetta sovrapposizione di entrambi i campi, di arte e agricoltura. Catharina si avvicinò alla carta alla libreria dell’Università di Amburgo , ottenendo esperienza toccando e annusando differenti processi di lavorazione della carta da tutto il mondo. I suoi studi in storia dell’arte, restauro e terapia dell’arte l’hanno portata a imparare e utilizzare questo strumento.

I vostri lavori includono anche gioielleria e altre lavori su carta. Voi organizzate workshop con i bambini. Quindi vorrei chiedervi: come interagiscono loro con tali iniziative?

è importante dire che organizziamo workshop per chiunque sia interessato in questo campo, non solo per i bambini! L’età non è importante, il percorso non è importante — l’esperienza condivisa (preparare le fibre naturali, formazione dei fogli, storia, realizzazioni artistiche in forme differenti) è il culmine di una cooperazione divertenti … si trova nel progetto, anche nel corso del tempo se il workshop ha un impatto, porta gioia agli altri… una visita in una classe scolastica dovrebbe dare almeno un piccolo assaggio del grande mondo della carta, una attività a maggior lungo termine può dare esperienza in una profondità più grande. Una profonda, serie di workshop più lunghi con partecipanti interessati è ancora desiderata nella nostra parte!

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Conosciamo persone talentuose partecipare al festival che fortunatamente ha una reputazione per avere “ottime vibrazione”!

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Baci e abbracci dai Sibillini a Macerata — che gli ospiti visitatori e gli ospiti partecipanti si divertano al Ratatà!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Davide Barca

Chi è Davide Barca? Presentati al pubblico di Ratatà

Davide Barca è un’entità creatrice che opera in questa dimensione.

Chi sono gli autori, i fumettisti, che ti hanno colpito maggiormente? 

Dal passato: Giorgio Cavazzano, Andrea Pazienza. Dal presente: Brecht Evens, Marc Brunier Mestas.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Dedicarmi specificamente alla pittura e all’incisione. Cercare un confronto attraversando i confini, viaggiare.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Perché è un evento vivo ed interessante, sempre in crescita, organizzato da persone competenti ed umanamente fantastiche.

Puoi mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Che la bellezza possiate vedere tuttintorno, sul vostro cammino. A presto!

 

Michele Catinari