Senza Tregua

Racconti Orizzontali INCONTRA Bididi Bobidi Book al RATATA’
“SENZA TREGUA”
LABORATORIO CREATIVO DI pittura e collage finalizzato alla creazione di OLOGRAMMI
per bimbi/ e dai 3 anni in su 

All’interno dell’esposizione “Tregua” di Ninamasina presso la libreria Bididi Bobidi Book si svilupperà, per l’intera giornata del 15 Aprile, un officina creativa solo per i più piccoli. 
   Partendo dalle suggestioni della mostra costruiremo dei taumatropi: un gioco di epoca vittoriana che consiste in un dischetto che viene fatto ruotare velocemente tramite due fili appesi all’estremità. Sulle due facce sono raffigurati disegni che si completano a vicenda, e facendo ruotare il disco velocemente, grazie alla persistenza della visione sulla retina, si ha l’impressione di guardare un’unica immagine combinata.
   Ne faremo dei video che successivamente diventeranno ologrammi, grazie ad un cellulare con connessione internet e un cono piramidale di acetato.
   Non è prevista prenotazione. Bimbi/e possono arrivare e restare al laboratorio quando vogliono. Non c’è una durata prestabilita. Per arrivare a fare il proprio ologramma, con cono piramidale di acetato dal proprio disegno, di media ci vuole un ora e mezza. 

 

DOMENICA 15 APRILE
DALLE 10:00 FINO ALLE 19:00
E’ prevista una pausa pranzo (rispettando gli orari del negozio)

A fine percorso ogni bimbo/a tornerà a casa con il proprio gioco-taumatropio e la possibilità di proiettarlo 3D ogni volta ed ovunque vorrà. 

[una quota di partecipazione andrà a coprire le spese di tutti i materiali. I bambi/e non dovranno portare niente da casa.]

INTERVISTA: Storie da non raccontare

“Scrivere storie, una vera follia, dal momento che decidi di scrivere storie non ti vengono storie da scrivere; più ti arrovelli più il foglio si sbianca, più ci pensi più idee e personaggi fuggono lontano”. Così inizia il manifesto di Storie da non raccontare, un inizio molto esemplificativo. Ma come nasce questa attività?

Storie da non raccontare è un contenitore meticcio, in cui giocare con immagini, parole e diverse tecniche di rappresentazione (come il video, la carta stampata ecc…) per inventare nuovi linguaggi e soprattutto sorprendersi!

Quale è il significato del vostro nome Storie da non raccontare? 

Solitamente le storie si raccontano … la negazione “non” manleva da intenti “lineari” e lascia piena libertà al lettore e all’autore di giocare con gli elementi, senza avere aspettative o autocensure.

Chi sono i vostri componenti? E il vostro percorso artistico e professionale?

Componente è Lara Caputo e tutti gli abili illustratori e professionisti che hanno contribuito alla realizzazione delle storie, se siete curiosi sbirciate qui: http://cargocollective.com/storiedanonraccontare/Manifesto

Andando a visitare la vostra pagina Facebook ho visto che realizzate workshops con bambini per permettere loro di creare piccoli lavori. Come reagiscono di fronte a tutto questo?

Si! la nuova avventura delle storie, che va avanti da circa due anni, è quella di promuovere corsi e workshop in musei, librerie, scuole e qualsiasi spazio o festival che abbia voglia di dialogare. Partendo dalla struttura delle storie in cui è presente testo, immagini e diverse tecniche di realizzazione (come collage manuale/pittura ecc), i laboratori vogliono dare l’opportunità di lavorare con il pensiero divergente e andare un po’ “oltre” i modelli di narrazione che utilizziamo solitamente, promuovendo l’azione inventiva e il gioco, componenti essenziali per imparare e conoscere. I bambini!!!!!! custodi della meraviglia umana, si divertono un mondo, riconoscendo un linguaggio familiare. Poi ci sono i bambini mascherati da adulti che pure non scherzano! appena entrano negli “oltremondi” delle storie non vorrebbero più uscirne! è una vera terapia!

Avete in mente qualche progetto futuro? Come credete che sarete tra qualche anno?

Viviamo il presente presentissimo, lasciando scorrere il flusso … per ora così è andata alla grande! (in realtà vorremmo instillare il seme dell’anarchia nel sistema educativo mondiale ahaha)

Anche quest’anno parteciperete al Ratatà! Cosa porterete di nuovo questa volta?

Il mitico “collage selvaggio” in una veste tutta nuova di “maschere selvagge” da esibire in parata!Ci sarà colla, forbici, timbri, colori e immagini per sbizzarrirsi nel selvatico mondo del taglia/incolla! vi assicuriamo che è meglio della cannabis!

Come è nato il vostro rapporto longevo con il festival Ratatà?

Confesso. AMORE

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Un saluto lo manderei, ma urlar forte dovrei, da Genova a Macerata ci vengo per la parata, e allora sai che c’è?chi pensa per sé, pensa triste o pensa per tre? ma i trentini selvaggi erano 33! e allora 33 abbracci porto con me, e se li becca chi c’è!c’è!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Carla’s pistachios

Carla’s pistachios è un collettivo tutto italiano, formato da studenti dell’ISIA di Urbino. Chi sono i componenti? Quale è il significato del nome Carla’s pistachios?

I componenti sono: Alessandro Lanfrancotti, Chiara Fanelli, Filomena Galvani, Gabriele Zagaglia. Il nome nasce dalle serate insieme a “casa della sfinge” a trangugiare gelato al pistacchio e fare piani improbabili per il futuro. Carla è la segretaria responsabile del corso triennale in ISIA ma per noi è anche una guida all’interno del labirinto dell’università. Ci piaceva l’idea di intitolarle un progetto collettivo spensierato e autonomo che ci da modo di sperimentare e metterci in gioco accantonando per un po’ i vincoli della tecnica tradizionale.

Avete degli stili differenti? In cosa vi differenziate?

Siamo un marasma eterogeneo e organizzato. Filomena disegna illustrazioni oniriche e dai toni malinconici e sognanti con rimandi all’arte preraffaelita e alla letteratura. Gabriele spazia in svariati ambiti dal disegno alla scultura, con un segno che ricorda un mondo ancestrale e la cultura africana. Alessandro cura lavori editoriali in piccole tirature, attento ai dettagli e ai contenuti narrativi di scrittori emergenti o mai pubblicati (oltre a fare illustrazioni molto punk). Chiara lavora tramite storyboard e fumetti per raccontare vicende storiche e differenze culturali. Stando a contatto ci influenziamo a vicenda e collaboriamo a progetti a più ampio spettro.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ci interessa iniziare a far vedere i nostri lavori pubblicamente e il festival ci è sembrato un’ottima occasione aggregativa già dagli anni scorsi. In più per noi è la prima volta come collettivo!

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

A presto and never stop growing pistachios!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: z.Wax

Axel Zani, in arte z.Wax! Viene da Bologna, studia all’Accademia di belle arti e decide di mettersi in proprio realizzando opere che mostrano uno stile colorato, cartoonesco e alquanto grottesco. Ti dirò che alcune delle tue opere sembrano immagini uscite fuori da una puntata di Rick & Morty. Perché non ci racconti un po’ di te?

Tutto corretto, soprattutto il nome e pseudonimo, (cose che nessuno azzecca mai al primo colpo) e ti ringrazio per l’accostamento a Rick & Morty, perché assieme ad Adventure Time è uno dei miei cartoni animati preferiti, ne guardo tantissimi da sempre, quindi trovo naturale che questo, come in tanti altri come me, si rifletta nel modo di esporre e rappresentare quello che mi passa per la testa.
Dopo essermi diplomato in pittura ho dovuto decidere quale strada prendere, e quella dell’arte pura in fin dei conti non ha mai fatto per me, personalmente penso che sia lastricato da un’infinità di regole non scritte difficilissime da rompere, cosa che invece nel fumetto underground o comunque nelle autoproduzioni non solo è permesso, ma credo sia il lato più interessante dell’ambiente.

Mi piacciono le tue opere e mi piacciono le citazioni che inserisci (tipo da “il pasto nudo” di Cronenberg). Anche te sei uno appassionato di cinema?

Intanto ti ringrazio, e certo che sì! Alla base della mia piramide alimentare oltre fumetti e cartoni animati possiamo trovare anche videogiochi e soprattutto film, dieta che seguo sin da quando ho memoria. Il pasto nudo di Cronenberg mi ha letteralmente folgorato, ipnotizzato, durante la visione non facevo altro che ammirare quelli scarafaggioni, la Clark Nova quella macchina da scrivere parlante, ne volevo terribilmente una, tanto che alla fine sono stato costretto a disegnarla.
In realtà la Clark Nova è uno dei pochi casi di citazionismo volontario, anzi, direi che è più un omaggio, la maggior parte delle volte mi lascio si ispirare da film o immagini di vario tipo, ma poi ciò che mi ritrovo a rappresentare è solo un riflesso del punto di partenza non sempre facile da cogliere, nemmeno da me.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Ho visitato Macerata per la prima volta la scorsa edizione del Ratatà, che trovo un festival di qualità organizzato veramente molto bene, in più non sò, sarà che era primavera, che è un paese molto bello abitato da persone cordialissime, tutto un insieme di cose che me ne hanno fatto letteralmente innamorare, quindi non vedo l’ora di tornarci.

Cosa porti di nuovo rispetto all’anno scorso?

Quest’anno di nuovo oltre a qualche piccola autoproduzione low-cost e qualche nuova illustrazione,  porterò Guerriero Psichico 74/Bis, il mio primo vero progetto editoriale autoprodotto che si possa dire completo. Si tratta di un fumetto fantascientifico/umoristico, che sta a metà strada tra un racconto urania e i Monty Python (o almeno mi piace pensarlo) composto da svariate storie brevi scritte e disegnate da me, più altre in collaborazione con alcuni miei colleghi Sbucciaginocchi, il collettivo di cui faccio parte da ormai un paio d’anni.

Perché non mandi un saluto a Macerata e al Ratatà?

MACERATA! Porca paletta! aspettami li che fra qualche settimana ti vengo a riabbracciare!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: LinEEtte

Lineette, con uno stile asciutto, pulito e minimale, mostra le incertezze, i dubbi e i complessi della società adolescenziale moderna, vertendo soprattutto su temi sessuali. Ma chi è Lineette, chi è Giulia?

Rispondere a questa domanda è un po’ come fare outing, perché ho sempre tenuto al fatto che i miei disegni non fossero associati alla mia persona, grazie Ratatà per farmi fare questo passo fuori dall’adolescenza (anagraficamente già passata da un po’! Lineette è una di quelle persone che sentono il bisogno di esprimere i propri pensieri in modo creativo, che a volte è una maledizione, altre una salvezza. Mi sono formata come fotografa, ma poi ho capito che preferisco disegnare le cose piuttosto che fotografarle. Il processo è più lento e la creazione pratica di un’illustrazione è la continuazione della parte progettuale, puoi cambiare strada in qualsiasi momento se ti sembra opportuno. Mi piace disegnare pensieri o esperienze sia mie che di altri, per esorcizzare quelle negative, e ricordare quelle positive. E’ abbastanza efficace!

Le tue sono opere che, nonostante i temi trattati, risultano essere delicate e mai troppo pesanti, segno di maturità nella rappresentazione e, perché no, anche di esperienza vissuta (almeno questo è quello che mi è stato trasmesso). Questa è una domanda che non ho mai fatto a nessuno: quali sono le opere letterarie che ti hanno maggiormente colpito?

Per fortuna ultimamente ho ricominciato a leggere, quindi posso rispondere a questa domanda! Uno è un libro scelto a pelle in un negozio dell’usato, che poi si è rivelato essere quello giusto al momento giusto: “Non c’è come non darla” di Carrie Fisher (la principessa Leila di Star Wars) che di base è una lunga riflessione sulle relazioni (con sé stessi e con gli altri), camuffato da romanzo rosa, consigliatissimo a chi ogni tanto ha dei dubbi sulla proprio sanità mentale. Il secondo è “Specie di spazi” di Georges Perec, che invece è un saggio che affronta il tema dello spazio, trasformandolo in un concetto. Consigliato a chi piace farsi i viaggi mentali e non.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a partecipare al Ratatà festival?

Non ci sono mai stata e non vedo l’ora! Mi piacciono i festival perchè si respira sempre un’aria positiva. Hai modo di confrontarti sia con chi usa il tuo stesso mezzo di espressione, ma con risultati sempre diversi, sia con il “pubblico”. Vedere le reazioni che hanno quando guardano i tuoi lavori, su cosa si soffermano, cosa li fa ridere. Una volta una bambina ha preso il mio adesivo (che è a forma di assorbente, con una macchia a forma di cuore rosso in mezzo) e mi ha detto: “E’ un cerotto per il cuore?”. C’è altro da dire?

Puoi mandare un saluto a Macerata e al Ratatà?

Cara Macerata e caro Ratatà, sono molto emozionata per questo nostro primo appuntamento, sono certa che non ne rimarrò delusa. A prestissimo!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Snuffcomix

Ci sono case editrici indipendenti, tutto sommato normali, e poi c’è Snuffcomix che decide di scardinare le regole. Ma diteci un po’, come nasce una casa editrice del genere?

Snuff Comix nasce nel 2013 come rivista autoprodotta, non ci definiamo una vera e propria casa editrice, anche se nell’ultimo anno abbiamo assunto un ruolo simile, sopperendo a quelle che sono state fino ad ora le lacune delle case editrici. Snuff Comix nasce un idea di Oral Giacomini vero artefice nonché padre-padrone della rivista, il quale volle fortemente che la fanzine avesse una cadenza mensile idea totalmente folle, visto che in redazione eravamo in tre: Oral Giacomini, Francesco Cornacchia e Carlo Benini,ed eravamo completamente inesperti. Capitolammo nell’aprlie 2013 anche grazie ad una fastidiosa censura da parte dei social e del nostro conto Paypal che ci ha di fatto bloccato ogni possibile contatto ed entrata monetaria. Rinasciamo dalle ceneri alla fine del 2016 con più anni ed esperienza. Ora oltre alla rivista abbiamo iniziato a pubblicare anche albi veri e propri come l’esilarante Porno di Giorgio Franzaroli, Kolosimov di Saul Saguatti e Annibale testa di pesce di Alberto Zamboni.

Quali sono i lavori di cui andate maggiormente fieri?

È con orgoglio che tra le nostre pagine abbiamo potuto pubblicare autori bravissimi ancora inediti in Italia. Tanto per fare qualche esempio nel numero 13 pubblichiamo una storia di Mike Diana un degli autori di punta dell’underground statunitense, sempre sullo stesso numero abbiamo pubblicato una storia inedita di Hans Rickeit tratta dal ciclo di Cochlea e Eustachia mai pubblicato in Italia. Il nostro fiore all’occhiello rimane però Gestopo Propaganda, volume cartonato di 128 pagine tutto a colori che raccoglie i migliori autori del panorama underground. Andato esaurito in un paio di giorni dalla presentazione ne stiamo progettando una ristampa ed un possibile volume 2. L’idea di base di Snuff Comix è quella di ricercare e pubblicare autori validi anche se totalmente sconosciuti accostandoli a personalità già affermate in modo tale da valorizzare entrambi. Nei tredici numeri finora pubblicati possiamo vantare una carrellata di autori provenienti almeno da quattro continenti (manca solo l’Oceania).

 Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

È il secondo anno che partecipiamo al Ratatà e pensiamo che sia un ottimo festival di fumetti soprattutto per quanto riguarda il panorama dell’autoproduzione e dell’underground, è uno dei cinque festival nei quali saremo presenti quest’anno, assieme ad Afa, Crack, Olé e Borda.

Perché non mandate un saluto a Macerata e al Ratatà?

Amici di Macerata venite a trovarci al nostro banchetto, vi promettiamo una buona dose di violenza, perversioni sessuali, droghe e mostri intervallata da tanta poesia.

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Omless

Omless nasce come progetto indipendente per la realizzazione di vestiti su cui sono riprodotti disegni personalizzati e opere d’arte molto particolari. Risulta essere un progetto alquanto insolito, ma esordisco ponendovi questa domanda: come vedreste in generale questo connubio tra arte e vita quotidiana?

Non ho capito la domanda 🙂 ma provo a rispondere. OMLESS vuole produrre opere d’arte da indossare e mostrare nel museo della vita quotidiana. Collaborare con artisti, disegnatori, tatuatori e con chi usa ogni giorno materia grigia cerebrale per comunicare attraverso disegni, illustrazioni e parole. Creare un museo a cielo aperto dove una serigrafia su t-shirt può assume lo stesso potenziale comunicativo di un graffito su un vagone della metro. L’esempio del graffito non è casuale , perché è proprio alla strada che ci ispiriamo, vogliamo rafforzare il legame tra arte urbana e serigrafia artigianale. Creare un contenitore di roba buona priva di curatori e/o stilisti che seguono i cliché. Proporre le opere d’arte di mani creative liberandole dalle gabbie del mercato. Ci piace l’idea di provare a sfidare il destino, andando contro le mode e i costumi. Ribaltare e non seguire le regole di mercato alla ricerca di un cambiamento che parte dalla vita quotidiana, indossando prodotti realizzati a KM0 e a tiratura super limitata, a costi bassissimi esenti da rincari di major. Infine è nostra vera ambizione poter creare un legame diretto tra artista e pubblico, mettendo a confronto i due in un rapporto di arte necessaria. Stampiamo solo se necessario e se il pubblico lo chiede.

Da dove nasce l’idea di Omless? Raccontateci brevemente la vostra storia

c’era una volta la voglia di disegnare e colorare su/e qualsiasi cosa. Quella voglia è cresciuta incarnandosi nelle spoglie di un contadino/street artist/illustratore/pasticcione visionario di nome Pino, e nelle sembianze di un idraulico/batterista/serigrafo/MacGyver strampalato di nome Alessandro. Un bel giorno, spoglie e sembianze si sono conosciute, scoprendo di non avere molte cose in comune con il resto del mondo. Abbiamo unito le forze dando vita ad un progetto che sognavamo da tempo, usando un nome che ci rappresenti. Un nome che giochi tra pronuncia e lettura. In un mix tra senza casa editrice(homeless) e senza religione(tradotto da noi sarebbe “senza numeri alla porta”) perché allergici alle mode, “OMLESS” appunto.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Perché l’anno scorso alcuni nostri amici partecipanti ci hanno detto che è “molto bello”! Scherzi a parte, pensiamo che eventi come il Ratatà siano i nuovi contenitori culturali liberi da pilotaggi, unici nella qualità di energia creativa che propongono.

Potete mandarci un saluto per Macerata e il Ratatà?

Un caloroso saluto dalla terra delle cozze contaminate dai fanghi dell’ilva che tutto il mondo ci invidia. Dalla regione di recente considerata la più bella del mondo da chi non ci vive. Verità a parte volgiamo un inchino al Ratatà, ringraziandolo di esistere!!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Lovely dolls

Lara Quatrini è una graphic designer di Recanati, appassionata di disegno e fotografia. Quando inizi ad appassionarti al mondo dell’arte e del design?

Bella domanda! Se mi guardo indietro ho sempre il ricordo di me con una matita in mano, un paio di forbici e qualcosa da costruire. La scuola poi ha fatto il resto, aprendomi infinite porte verso nuovi mondi. Alcune le ho socchiuse, altre sono ancora lì che tento di forzare la serratura. Sono molto curiosa, e tignosa, chi lo sa che un giorno non ce la faccia! Per il momento il passe-partout che ho in mano è il divertimento. Divertendomi lavoro intensamente e lascio entrare nuove idee nella mia testa, poi le costruisco con le mani e con fatica. Se il meccanismo non si inceppa vengono fuori cose interessanti.

Cosa è questo progetto Lovely dolls? Parlacene un po’

Lovely Dolls nasce nel “lontano” 2015, quando ho costruito la prima bambola, fatta di balsa, tagliata e dipinta interamente a mano. Non ricordo cosa mi passava per la testa allora, probabilmente avevo voglia di regalare a un dipinto la terza dimensione. Amo le marionette, i pupari, i meccanismi da assemblare e i piccoli personaggi tridimensionali. Credo sia questo che mi abbia portata, dopo tante sperimentazioni, alla ricerca che ho intrapreso nell’ultimo periodo. Mi piace progettare e realizzare dei pezzi che abbiano in sé diverse caratteristiche: il calore del legno, la ricerca delle forme, una visione della femminilità differente dai soliti canoni, l’utilizzo del colore per raccontare un personaggio. Il work, per così dire, è in progress … quest’anno ho lavorato molto sui colori e gli incastri, ridefinendo e rimettendo in discussione   molte cose, e sono contenta di come il frutto matura. L’ultima ideona, mi è venuta a Natale: ho deciso di togliere il corpo e lasciare la testa … e sono nate le spille Lovely Dolls! Questa nuova sfida era giusto quello che ci voleva, non vedo l’ora di buttarle in pasto al pubblico di Ratatà!

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Io amo questo Festival, lo conosco dagli inizi e apprezzo il grande (ed encomiabile) lavoro che c’è dietro. Partecipare è un piacere e un onore.  Si incontrano persone interessanti, tanti creativi che fanno cose bellissime, ci sono mille iniziative che trasformano Macerata in una città d’arte, o meglio, in una città a misura d’artista.

Puoi mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Macerata … tieniti stretti i Ratatosi, quando te ricapita???

INTERVISTA: Nightcloud

La storia dietro questo progetto è così affascinante, quando arte e agricoltura si incontrano e danno vita a qualcosa di unico, basato sui lavori di carta. Ma quando si sono incontratiCatharina e Natan ? Perché avete deciso di iniziare questo progetto?

è stato attraverso la carta fatta a mano (un congresso internazionale in Olanda del 1994) che si sono conosciuti Natan e Catharina. Una connessione di amore cartaceo che poi ha formato il nome “nightcloud” in Italia! Uno di noi (Natan) scoprì la carta durante gli anni ’80 mentre stava ascoltando parlare sul radio Israeli – la sua formazione in arti visive e la sua pratica in fattoria lo ha portato a scoprire che i processi di lavorazione erano la perfetta sovrapposizione di entrambi i campi, di arte e agricoltura. Catharina si avvicinò alla carta alla libreria dell’Università di Amburgo , ottenendo esperienza toccando e annusando differenti processi di lavorazione della carta da tutto il mondo. I suoi studi in storia dell’arte, restauro e terapia dell’arte l’hanno portata a imparare e utilizzare questo strumento.

I vostri lavori includono anche gioielleria e altre lavori su carta. Voi organizzate workshop con i bambini. Quindi vorrei chiedervi: come interagiscono loro con tali iniziative?

è importante dire che organizziamo workshop per chiunque sia interessato in questo campo, non solo per i bambini! L’età non è importante, il percorso non è importante — l’esperienza condivisa (preparare le fibre naturali, formazione dei fogli, storia, realizzazioni artistiche in forme differenti) è il culmine di una cooperazione divertenti … si trova nel progetto, anche nel corso del tempo se il workshop ha un impatto, porta gioia agli altri… una visita in una classe scolastica dovrebbe dare almeno un piccolo assaggio del grande mondo della carta, una attività a maggior lungo termine può dare esperienza in una profondità più grande. Una profonda, serie di workshop più lunghi con partecipanti interessati è ancora desiderata nella nostra parte!

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

Conosciamo persone talentuose partecipare al festival che fortunatamente ha una reputazione per avere “ottime vibrazione”!

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Baci e abbracci dai Sibillini a Macerata — che gli ospiti visitatori e gli ospiti partecipanti si divertano al Ratatà!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Davide Barca

Chi è Davide Barca? Presentati al pubblico di Ratatà

Davide Barca è un’entità creatrice che opera in questa dimensione.

Chi sono gli autori, i fumettisti, che ti hanno colpito maggiormente? 

Dal passato: Giorgio Cavazzano, Andrea Pazienza. Dal presente: Brecht Evens, Marc Brunier Mestas.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Dedicarmi specificamente alla pittura e all’incisione. Cercare un confronto attraversando i confini, viaggiare.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Perché è un evento vivo ed interessante, sempre in crescita, organizzato da persone competenti ed umanamente fantastiche.

Puoi mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Che la bellezza possiate vedere tuttintorno, sul vostro cammino. A presto!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Paulina Tkacz

Paulina Tkacz è una brillante illustratrice polacca che vive in Italia. I suoi lavori descrivono la natura con uno stile personale. Che cosa ti ispira? Come sei nata artisticamente?

Ho studiato all’Accademia di Belle Arti e Design a Lodz (Polonia) nell’interclasse di graphic design e grafica applicata (engraving – incisione). Cinque anni in cui ho realizzato immagini grafiche in bianco e nero mi hanno lasciato addosso un grande impatto. Le mie illustrazione sono strutturate dal gioco del bianco e nero e da un forte contrasto. Come puoi vedere dalle mie immagini, creo composizioni molto dettagliate e abbastanza spesso sono di dimensioni molto piccole. Ottengo un grande piacere lavorando con quei due fattori ma, basandomi sul mio subconscio, tendo a scegliere formati piccoli. è questione di intuizione. Questa mia tendenza deriva dal contatto molto intenso con i lavori dei grandi maestri dell’arte (partendo dalle miniature medievali). Nel mio liceo ho frequentato un corso di quattro anni di Tecniche di Pittura Tradizionale e poi sono andata a lavorare con un restauratore nella Germania del nord, dove ci siamo presi cura delle cattedrali gotiche con la loro ricchezza di dipinti e sculture presenti al loro interno. Tutte queste esperienze per me restano molto influenti.

Vivi in Italia quindi la mia domanda è semplice: da quanto tempo vivi in Italia? Quanto conosci bene la lingua italiana? 

Sono una illustratrice e designer e da almeno quattro anni vivo e lavoro nella regione Marche, in Italia. Il mio trasloco qui riguarda una questione personale. Diciotto anni fa durante il mio primo viaggio in Italia non mi sarei aspettata di ritornare qui una seconda volta. Sorprendentemente una serie di coincidenze mi hanno riportata qui. Ora sono felice di scoprire il “Bel Paese” non solo come turista ma anche come cittadina. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo su questa realtà e su questa bella cultura. E ora sono quella che si prende cura della piccola parte del patrimonio culturale facendo un favore nel comunicare il patrimonio e la bellezza dell’Ecomuseo Villa Ficana a Macerata ai turisti dall’Italia e dall’estero. Parlo fluentemente italiano! Quindi per favore, non esitate a venire e chiacchierare con me durante la Mostra Mecato alMercato delle Erbe.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Considero Ratata un evento fantastico, che dà l’opportunità di confrontarsi in vari livelli. Apprezzo molto il contatto diretto con il pubblico perché mi aiuta a capire di più sulla mia arte ed è una grande fonte di ispirazione. Molti creatori che presentano i loro lavori al Festival mi rendono molto curiosa. Dopo le precedenti edizioni del Ratatà sono rimasta profondamente colpita dalla serie di temi sorprendenti e l’alto livello delle abilità

Puoi mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

RATATA, DO ZOBACZENIA WKRÓTCE!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Nigraz

Simone Pontieri, in arte Nigraz! Vieni da Pesaro e sei un illustratore. Hai uno stile molto particolare, non cerchi mai di fuggire in un mondo parallelo ricercando visioni surrealiste ma anzi risulti essere molto più dettagliato e attaccato alla realtà, parlando di tecnica stilistica. Perché non ci parli del tuo percorso di formazione?

Vivo attualmente a Pesaro, sono nato ad  Ancona nel 79. Riguardo al mio stile ho sinceramente difficoltà a definirmi, credo di essere in costante evoluzione, è vero  la realtà mi cattura ma cerco forse senza grande successo di andare oltre  quella realtà.  Come già detto nasco ad Ancona, dove ho mosso i miei primi passi come graffittaro nella scena Hip Hop Dorica,  li sono rimasto fino alla prima superiore frequentando la scuola  D’arte , poi mi sono trasferito a Fano ed ho frequentato la scuola del libro di Urbino sezione Animazione, fino al perfezionamento, da li sono stato allievo del illustratore G. Gaudenzi per poi finire alla scuola di comics di Jesi. conclusi gli studi per cause di forza maggiore ho iniziato a lavorare, oltre al cameriere e alla fabbrica iniziavo a lavorare anche nella pubblicità con piccoli lavoretti, fino a finire a Milano dove ho lavorato a tempo pieno per spot Tv come storyboarder inventando personaggi  e collaborando anche a  qualche videogames di piccolo taglio, Ma la  mia  passione oltre all’ illustrazione sono i  fumetti, che con santa pazienza tra un lavoro e l’altro ho iniziato a fare. iniziando attraverso la  scena Undergound  con i ragazzi di lamette Comics  poi Collettivo Mensa, partecipando a qualche progetto del grande Akab. e altre cosine che si muovevano nel magma dei bassifondi del fumetto, sono anche finito dal giornalaio per un annetto, pubblicavo sia con Frigidaire ( la versione popolare su formato Tabloid che usciva in allegato con l’Unità credo  ) ed un altra rivista che si chiamava  A.I. La mia esperienza nell’editoria e sulla carta stampata è proseguita collaborando con diversi editori come illustratore, principalmente per lavori professionali per conto terzi, solo a fine 2017 sono uscito con  il mio primo libro a fumetti dal titolo Guna per i tipi di NPE, dove credo di essermi messo parecchio in gioco,  abbandonando in certi momenti il segno più classico  per dedicarmi al sotto suolo, ovvero un disegno  a tratti spigoloso e storto,  passando da colori caldi a toni freddi e a volte acidi  seguendo la narrativa della storia e delle emozioni dei personaggi.    

Molte delle tue illustrazioni sono ispirate a personaggi di film famosi italiani e non (e ho la vaga impressione che ti piacciano molto i film di John Carpenter). Quali sono i film che ti hanno colpito maggiormente? E i registi che preferisci?

Sì ci sono diversi disegni che ho fatto ispirati ad autori del cinema italiano e non  che adoro ( amo  i film che iniziano più o meno negli  anni 40 fino a meta anni 80 ).  Dire quelli che più mi piacciono è difficile, molto difficile. Anche fare un elenco di registi e roba complessa, e rischia di diventare un elenco della spesa.  Dirò tra tutti quello che mi è venuto per primo in mente in questo istante:  ” I mostri ” di Dino Risi ma è il primo che mi è venuto in mente, il secondo che mi è appena arrivato e Brancaleone del signor Dio Monicelli, ma potrei andare al infinito e fare notte. John Carpenter è stato per me il compagno di Giochi assieme a Mel Brooks, da bambino quando venivo  affidato al televisore come compagni di giochi avevo diverse cassette VHS è tra queste   e Frankenstein Jr la Pazza storia del Mondo e Grosso guaio a Chinatown  quest’ultimo  mi ha particolarmente segnato, oltre a dedicargli diversi omaggi disegnati questo film  probabilmente smosso la  mia passione per le  arti marziali che poi da grande si è manifestata praticando con il Kung Fu.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Partecipo al Ratatà per due motivi: il primo è perché ci sono arrivato tramite un amico  che stimo molto, tale  Tommy Gun. Il secondo è perché ci sono già stato, la prima volta con il collettivo Ruvida e mi sono divertito, Vi partecipano  tanti amici e credo che Macerata e i collettivo dei Ragazzi Nudi che Corrono siano veramente una bella scena ed un esempio di artisti che COLLABORANO tra di loro, cosa che sinceramente nel nostro territorio marchigiano vedo poco, e con molta fatica.

Puoi mandare un saluto per Macerata e per il Ratatà?

Forza Ratatà!!!

 

Michele Catinari

Little Pony

LITTLE PONY LIVE
SERATA ITINERANTE RATATÀ
Giovedì 12/04 

DALLE ORE 23.00
Bar Firenze, via Pescheria vecchia, 4

 

Little pony, Naples street band.
Come in una versione al contrario di Daunbailò, lo street artist e sassofonista Ryan Spring Dooley, da Minneapolis Minnesota, dopo aver bighellonato in lungo e in largo per lo stivale raccogliendo nel suo italiano i più svariati accenti, inflessioni dialettali e modi di dire locali, giunge infine a Napoli, dove incontra due musicisti di strada, Marco Guerriero e Fulvio Laudiero, con i quali forma una band, i Little Pony.
E proprio nella colonna sonora di un film dello stesso Jarmusch, non sfigurerebbe affatto la musica dei tre, fatta com’è di standard americani, influenze blues, jazz, funk ma resa sempre peculiare e inedita dall’approccio busker punk del trio sax, basso, batteria e dalla tendenza a uno spoken word, figlio della tradizione hip hop, che mette in risalto la divertente e poetica ibridazione linguistica americano/italiana di Ryan.
Semplici e sperimentali allo stesso tempo, fuori dal tempo e dalle mode, i Little Pony riescono a evocare stili e suggestioni molto diversi spaziando tra oscurità blues a la Morphine, l’attitudine giocosa e stralunata dei Soul Coughing, la guizzante muscolarità dei Minutemen e l’urgenza dei Violent Femmes.

 

Membri del gruppo

Marco Guerriero (basso), Ryan Dooley (voce/sax), Valerio De Martino (batteria)

 

Etichetta discografica

Red Plastic Label http://www.redplasticlabel.com
Octopus Records, Tafuzzy Records

 

 

INTERVISTA: Edizioni Inkiostro

Edizioni Inkiostro è una casa di produzione fumettistica indipendente che presenta al suo interno autori come Rossano Piccioni, Andrea Tentori Montalto, Paolo Antiga, Fabio Babich, Nicola Genzianella e Stefano Fantelli. Ma come nasce? Quali sono le origini di questa originale, e oserei dire brillante, casa editrice? 

Edizioni Inkiostro nasce dal mio disperato e impellente bisogno di dovermi esprimere in assoluta autonomia. pur riconoscendo il lavoro metodico delle normali case editrici, il fatto che io sia a capo di una realtà come Inkiostro, mi permette di esprimermi con il fumetto e illustrazione senza avere padri padroni, redattori che modificano un progetto embrionale diverso dalla sua nascita. le mie idee rimangono alla base molto “vere” prive di interventi altrui.

Dalla vostra pagina Facebook ho visto che avete collaborato con diversi autori prestigiosi! Quali saranno i prossimi autori che verranno da voi? Quali sono i vostri sogni nel cassetto?

I sogni devono rimanere segreti. Il bello è realizzarli e dargli una forma, esserne coscienti dentro di noi. Ne ho realizzati parecchi e ne ho molti altri da raggiungere e rendere reali.

Perché avete deciso di venire al Ratatà Festival?

Perché per una casa editrice che vuole esprimersi in assoluta indipendenza, il suo habitat normale e congeniale dovrebbe essere il festival per eccellenza dell’indipendenza. perché è bello alimentare e dare impulso con il nostro contributo ad uno dei festival più interessanti d’Italia. Perché è bello venire e scoprire tanti autori che scelgono una strada alternativa al sistema popolare italiano.

Mandate un saluto per Macerata e per il Ratatà!

Un morso a tutti voi dai Cannibali!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Riciclato Circolo Musicale

L’idea che sta alla base di Riciclato Circolo Musicale è la produzione di strumenti musicali con materiali di scarto e spazzatura. Dietro questa scelta vi è da parte loro una precisa ricerca timbrica e ritmica. Questa domanda sicuramente vi è già stata posta diverse volte, ma voglio farvela anche io: perché avete deciso di fondare una band del genere? 

Costruire strumenti con materiali di recupero significa proprio fare Ricerca timbrica e sonora, e non da ultimo anche una ricerca nel campo della liuteria, seguendo le intuizioni che ci vengono a partire dagli oggetti abbandonati che troviamo in giro riusciamo a inventare nuovi strumenti e nuovi suoni. Altre volte invece cerchiamo proprio noi degli oggetti speciali che ci servono a costruire  strumenti che abbiamo in mente oppure per riprodurre strumenti già esistenti.

Siete quattro musicisti in totale: Andrea Accoroni, Simone Bellezze, Andrea Massetti, Michele Tiberi Kaio. Quali sono i percorsi musicali di tutti e quattro? 

Ognuno di noi ha infatti il suo stile e la sua storia musicale. Giusto per dare dei generi indicativi potremmo distinguersi così:  io  fondo I e mie radici sulla musica funk, Simone sulla musica latino americana, kaio sulla africana mentre Massetti viene dal rock.

Dal punto di vista meramente musicale spaziate da vari generi: jazz, fusion, urban, world, … Ma quali sono i vostri modelli di riferimento, se ne avete? 

Ascoltiamo Davvero ogni tipo di musica, ogni genere, ogni musicista e cerchiamo spesso di essere trasversali di passare dalla classica al Rock dalla elettronica all Jazz creando un unico magma musicale.

Realizzate anche laboratori per stimolare la creatività ai bambini. Spiegateci che cosa fate nel concreto

Abbiamo diversi tipi di laboratori ma principalmente cerchiamo di fare appassionare alla musica tutti coloro che partecipano, grandi e bambini, attraverso  l’utilizzo di oggetti semplici e attraverso la costruzione di strumenti più complessi e sempre cercando di  abbattere le barriere tecniche portando la musica alla portata di tutti. Quindi nei nostri laboratori si suona si canta si costruiscono strumenti ma soprattutto ci si diverte.

Da quanti anni portate avanti questa serie di workshop? Finora vi siete rivolti solo ai bambini o anche a fasce più adulte?

Facciamo questa attività da più di 12 anni abbiamo fatto laboratori e concerti in tutta Europa con ogni tipo di pubblico e partecipanti. La cosa più bella è che con questo tipo di attività si possono mettere insieme ai grandi ai bambini e creare musica insieme senza barriere.

Avete pubblicato il vostro ultimo album “Iban il terribile”. Sta avendo successo? Lo presenterete anche al Ratatà?

Il nostro album IBAN il Terribile ci sta aiutando a trovare concerti. Infatti stiamo quanto stiamo formando una bella tournée estiva che ci sta portando di nuovo in tutta Italia e che forse approderà in Marocco. Per Ratatà ci occuperemo di musicare la parata nel modo più colorato e divertente possibile. Questo è l’obiettivo principale. Poi penso che ci sarà occasione anche suonare qualche nostra canzone.

Da cosa nasce la vostra collaborazione con il Ratatà festival?

Beh, nasce dalla proposta che c’è stata fatta dal nostro caro amico Ugo Nooz Torresi. Ma soprattutto dalla voglia di aiutare col nostro progetto questa bellissima colorata è importante manifestazione.

Potete mandare un saluto per Macerata e il Ratatà?

Il nostro motto è: non buttate via mai niente anzi, suonatelo.  Ma per Ratatà può diventare:  non buttate via mai  niente anzi coloratelo.

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Incubo alla balena

Incubo alla balena è una casa editrice indipendente nata nel 2011 e composta da sette autori italiani e legata al mondo del fumetto. Come è nato questo progetto? Chi sono i componenti di questo gruppo? Parlatecene un po’

Il nucleo operativo di Incubo alla Balena attualmente è composta da quattro membri fondatori. E’ nato come progetto di autoproduzione all’ultimo anno di frequenza della Scuola del libro ad Urbino. Abbiamo iniziato in sette pubblicando delle nostre brevi storie a fumetto, col tempo poi Incubo si è naturalmente trasformato – in qualcosa un pochino differente che ancora non abbiamo bene identificato – coinvolgendo giovanissimi disegnatori che consideriamo affini al nostro modo di espressione.

Sono passati tre anni dalla pubblicazione del vostro libro in serigrafia “Momotaro” e da lì sono seguite monografie di autori quali Simone Manfrini e Diana Blu. Quali sono i vostri progetti futuri e i libri che andrete a pubblicare? 

In realtà al TCBF 2017 siamo usciti anche con “Limbo” di Lorenzo Bracalente che abbiamo ristampato per Macerata. Al Ratatà 2018 portiamo due inediti. “A seguire i ghepardi” di Viola Bartoli è un silent book formato leporello stampato artigianalmente in serigrafia in cui il personaggio di Arlecchino si affaccia da una pagina all’altra utilizzando il centro delle due pagine come fosse uno specchio, sportosi, invade l’altra facciata e qui entra il gioco della serigrafia: quelli che prima erano due colori separati blu e rosa si sovrappongono creando il viola che si estende in entrambe le pagine. “Lu spiritu” è il nuovo fumetto disegnato da Simone Manfrini e scritto da Marco Taddei: una storia che parla di un prete e una rana, un gatto, un gallo nero e un paio di occhiali da sole. Una storia d’amore che ha fatto piangere pure Lucifero. La storia di come Don Gianni diventa un prete alla moda.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà Festival?

Partecipiamo al Ratatà perché è un festival che ci rappresenta. La mostra mercato di tre giorni è un contesto fertile per scambi interessanti. Apprezziamo sempre molto le bellissime mostre annesse e le esposizioni a cielo aperto.

Mandate un saluto per Macerata e per il Ratatà!

Ci vediamo al Ratatà!

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Snem

Chi è SNEM? Chi si cela dietro questa bizzarra identità? Per ora sappiamo, anche alla luce del tuo profilo Instagram (che sta avendo anche successo), che sei un artista poliedrico, che passa dalla realizzazione di figure antropomorfe a foto successivamente modificate e persino opere su tela. 

A questa domanda non so rispondere; posso dire che mi limito ad osservare quello che ho intorno e a sperimentare per quanto mi è possibile.

Chi è l’autore di SNEM? Ce ne parli o vuole essere una entità segreta?

Elogio dell’errore, celebrazione dell’informe, supremazia del nulla nel costituirsi della coscienza. SNEM è tutto questo, è cattivo gusto, è malformazione e malattie congenite, è l’intento di contrapporsi ad una società dove l’idea di “bello” è ossessiva e la sua accettazione è categorica. Generalmente lavoro in città in modo non autorizzato, quindi preferisco rimanere anonimo.

Quale è il messaggio che vuoi lanciare? Come ti vedresti tra qualche anno?

Cancellare, eliminare, distruggere, rompere, irrompere, errore, amorfo, informe, imperfezione.

Perché hai deciso di partecipare al Ratatà festival?

Sono venuto l’anno scorso per la prima volta e ho deciso di tornare, perché penso sia uno dei festival più fighi in Italia, dove si ha la possibilità di conoscere tanti artisti e si respira un bel fermento culturale.

Cosa porterai di nuovo rispetto all’anno scorso?

Quest’anno ci saranno le mie prime serigrafie, una stampata da Athena e una da Subseri. Poi ho in serbo una sorpresina per Macerata, ma non dico altro.

Perché non mandi un saluto per Macerata e il Ratatà?

Mando un saluto a Nicola Alessandrini e i compagni di banco Solero, Noemi Vola e il collettivo Guerrilla Spam. Ci vediamo alla Paratatà.

 

Michele Catinari

Milo

MILO
IBRO, Corso della Repubblica 15
APERTURA GIOVEDÌ 12/04 – ORE 16.00
12/04 > 25/04
Tutti i giorni 9.30 – 12.30 / 16.00 – 20.00

 

Milo Giometti fa la terza elementare Montessori. Adora i fumetti, leggi molti Peanuts e Topolino.

 

 

 

INTERVISTA: Pelo Magazine

Pelo Magazine non è solo, appunto, un magazine ma è molto di più. è un insieme di menti creative che si impegnano per lasciare il segno. Come nasce?

Sì, è diventato un modo per tenersi in contatto tra vecchi amici e conoscere nuove persone che fanno parte del mondo dell’editoria. Il progetto nasce ad Urbino, quando tutti i membri del collettivo abitavano e studiavano tra i colli marchigiani. Avevamo  una gran voglia di impegnarci in qualcosa di extra scolastico, per divertirci, metterci alla prova e fare di testa nostra, così nel giugno 2016 uscì il primo numero PELO, IL SESSO.

Ho visto che il vostro team, che comprende illustratori e scrittori, è molto giovane. Che personalità cercate? C’è spazio per nuove leve nella vostra nave?

È vero siamo tutti molto giovani ma quello che ci interessa maggiormente non è l’età ma bensì la capacità dell’illustratore o dello scrittore di trovare idee brillanti, giocose e in linea con il pensiero di PELO. Siamo sempre aperti a nuovi talenti. Per l’uscita del terzo numero, PELO, BUFALE, avevamo indetto una CALL per aggiudicare una doppia pagina della rivista ad un illustratore esterno, siamo stati entusiasti della quantità di immagini di qualità che ci arrivò. Il vincitore fu il bravissimo Massimiliano Vitti. È capitato di contattare alcuni illustratori e scrittori perché il collettivo nutriva nei loro confronti una profonda stima, mentre in altri casi sono stati gli stessi esterni a mandarci il loro portfolio e a farci innamorare di loro.

Perché avete deciso di partecipare al Ratatà festival?

In passato siamo stati tra il pubblico del Ratatà festival, gli anni passati abbiamo visitato Macerata con gli occhi sgranati per ogni cosa che ci capitasse davanti. Ci è talmente piaciuto che l’anno scorso, per la 4° edizione di Ratatà festival, ci siamo candidati e siamo riusciti a passare dall’altra parte del banchetto. Sono stati dei giorni all’insegna del divertimento e della scoperta, siamo sicuri che anche quest’anno sarà così piacevole o forse anche di più!

Mandate un saluto per Macerata e il Ratatà!

Tanti baci pelosi a chi organizza Ratatà festival, a chi lo visita, a chi lo anima e alla splendida città che lo ospita. Ci vediamo tra non molto, con la promessa di vivere insieme dei giorni meravigliosi.

 

Michele Catinari

INTERVISTA: Coffeeshirt

Torna a collaborare con il Ratatà Festival un partner oramai storico: Coffeeshirt! Per chi non lo sapesse, Coffeeshirt si occupa di serigrafia, stampa e ricamo, ha un grande laboratorio a Montefano e dal 2009 porta avanti la sua attività. Da cosa prendete spunto per le vostre opere? 

La nostra attività principale è la personalizzazione di abbigliamento, gli articoli più richiesti sono t-shirt, felpe e shopper per il comparto tessile e poster, cartoline e bigliettini riguardo la serigrafia su carta. La maggior parte dei prodotti nasce dall’ascolto e dalla stretta collaborazione con il cliente: dalla fase di progettazione, alla quale prestiamo grande attenzione, cerchiamo di mantenere alto il livello di coinvolgimento in tutte le fasi del processo creativo e produttivo, dalla grafica alla stampa.

La vostra attività consiste nella realizzazione di merchandise e gadget per eventi. Quali sono i prodotti di cui andate maggiormente fieri? Progetti futuri ne avete?

Abbiamo un bellissimo ricordo  della prima volta in cui abbiamo portato la giostra serigrafica (attrezzo simil-pilipo in foto) fuori dal laboratorio, dovevamo stampare dal vivo il merchandise del festival “Ficana Terra di Mezzo – Musica e Arti Visive” 2014 agli AntichiForni di Macerata, per un giorno intero abbiamo stampato senza sosta t-shirt e shopper in quadricromia con le magnifiche illustrazioni che aveva curato Lisa Gelli per il festival. I progetti di cui andiamo più fieri sono sicuramente quelli in cui ci sentiamo maggiormente coinvolti, il merchandise dei festival di musica e illustrazione del territorio: uno a caso, Ratatà! E per la musica New Evo e Acusmatiq.

 Siete caratterizzati da un significativo spirito collaborativo. Ci sono giovani intraprendenti che vogliono unirsi al vostro team?

Siamo sempre stati in due ma abbiamo sentito fin da subito l’esigenza di aprirci e di collaborare, questo spirito di apertura e ricerca ci ha permesso di fare esperienze costruttive sia in ambito relazionale che lavorativo, diciamo che è stata la chiave di svolta per la nostra attività. Collaboriamo con artisti ed illustratori per la realizzazione di prodotti in edizione limitata, curiamo mostre ed esposizioni nel nostro nuovo spazio ad Ancona e ad aprile si uniranno a noi due collaboratori: un tirocinio con un ex studente dell’Accademia di Belle Arti di Macerata ed una studentessa qualificata in serigrafia artistica che verrà dalla Spagna con il progetto Erasmus+.

 Come è il vostro rapporto con il territorio? Realizzate anche attività con i bambini e le scolaresche, quindi vorrei chiedervi anche un’altra domanda: i bambini sono interessati alla vostra attività? Cosa fate fare loro?

Siamo nati nel 2009 lavorando esclusivamente on-line, aprirci al territorio è stato fondamentale per la nostra crescita, ci siamo accorti che c’era un grande interesse verso la serigrafia e che un pubblico sempre più ampio si avvicinava a noi con grande curiosità non abbiamo fatto altro che assecondare la domanda. da queste richieste provenienti da scuole ed associazioni sono nate le prime esperienze di laboratorio. Abbiamo una grande elasticità e ci entusiasma lavorare su progetto, sono così nati i banchi di stampa retro illuminati con cui facciamo stampare i bambini, questi piani modulari ed adattabili rendono il processo di stampa più intuibile rispetto ad un semplice banco di stampa.

Siete collocati in un’area collinare tra Macerata e Ancona. Le Marche sono famose dal punto di vista industriale e molte imprese sono più famose all’estero che in patria. Avete intenzione, nel futuro, di espandervi? Quali paesi vi piacerebbe conquistare?

La nostra espansione è già iniziata! A Dicembre abbiamo Coffeeshirt_Good Shop nel centro di Ancona, questo nuovo spazio non è soltanto una nuova sede dove incontrare i nostri clienti ma un luogo dedicato al mondo della stampa artigianale, dalla serigrafia alla stampa tipografica con torchi a mano e caratteri mobili, selezioniamo opere e produzioni di artisti, stampatori e designer che incontriamo lungo in nostro percorso, lo shop è un collettore di realtà indipendenti e brand emergenti. Il nostro obiettivo è creare un luogo di connessioni relazionali e professionali attraverso momenti culturali come mostre, presentazione e workshop.

Cosa portate di nuovo questa volta al Ratatà Festival?

Per questa quinta edizione del festival abbiamo t-shirt e poster stampati in collaborazione con Impubblicabile!, Ruggero Asnago, Valentina Marchionni, abbiamo anche bizzarre proposte interne, in quest’ultimo anno siamo stati molto produttivi. Per scoprire tutte le nostre collaborazione è d’obbligo una visita nel nostro spazio nella mostra mercato, è facile riconoscerci, stampiamo con la giostra serigrafica il merchandise di Ratatà da venerdì a domenica e quest’anno la varietà di illustrazioni e colori con cui stampare magliette e shopper sarà molto ampia.

Potete mandare un saluto a Macerata e al Ratatà?

Ciao Ratatà e Grazie, sempre, di tutto! Conosciamo le persone che si dedicano con passione e professionalità alla realizzazione di questo festival e crediamo fortemente nel valore di questo progetto culturale. Saluteremo il festival e la città nell’vento per noi più atteso di questa edizione: la Paratatà, una parata collettiva e creativa, frutto di un percorso fatto worskhop ed incontri per la realizzazione di oggetti da parata, maschere, stendardi e bandiere, scenderemo quindi per strada per manifestare gioia, socializzare e fare festa insieme.

 

Michele Catinari

 

INTERVISTA: Giovanni Frasconi

Giovanni Frasconi, nato a Prato e ora residente a Bologna. Affermi di vedere tutto verde, disegnare animali e abbracciare piante. In effetti questo tuo stile alquanto anticonformista, pur mantenendo un legame con la natura, ti rende differente da altri artisti del festival, scegliendo di abbracciare la natura anziché rifugiarti in universi paralleli. Spiegaci le ragioni di questa scelta. 

Intanto grazie mille per le belle parole, personalmente credo che per trovare un mondo in cui ognuno si trovi a proprio agio non si debba per forza fare viaggi astrali, percorrere strade per mondi paralleli o fantasticare su cosa non vediamo o non esiste. Credo che abbiamo tutto già qua a nostra disposizione, per questo attingo dalla natura e dal quotidiano tutti gli spunti necessari per inventarmi ambientazioni e personaggi. Ho sempre avuto questo trascendente contatto col mondo naturale, mi affascina, mi diverte, mi emoziona. Forse gli animali e le piante sanno molte più cose di noi ma non vogliono dirci i loro segreti. Ma io ci provo a interpretarli e a farli miei!

Come William Blake, hai deciso di realizzare un testo in cui abbinare poesie e disegni, ossia “Come se tu ci fossi ancora”. Pensi che questa strada possa indicare un nuovo percorso per l’artista Giovanni Frasconi? 

Non mi sono mai definito uno scrittore, e lungi da me volerlo essere. Mi è capitato spesso di scrivere racconti immaginati, che sono rimasti celati nei miei quaderni. Spesso e volentieri sento l’esigenza di dare forma ai pensieri, buttandoli e scrivendoli su carta, progetti di poche frasi, battute ironiche, parole che destabilizzano, ma questa credo che sia la prima pubblicazione in cui la parola ha un ruolo di rilievo. “Come se tu ci fossi ancora”, sta facendo il giro dell’Italia in eventi, librerie e festival, e per fortuna sta riscontrando, con mia sorpresa, buoni riscontri. Quindi sì, credo che vorrò sviluppare ancora di più questo aspetto, non in lunghi racconti, ma solo semplici frasi che possano dare sensazioni velate e spunti di riflessione, in cui ognuno arricchirà con il proprio vissuto personale.

Spiegaci perché hai deciso di partecipare al Ratatà Festival 2018.

Conosco Ratatà da diversi anni, venni alla prima edizione e mi è sempre rimasta la voglia di tornare. Penso che per certi punti di vista sia un festival lontano dalle mie corde e proprio per questo mi incuriosisce ancora di più, vorrei confrontarmi con realtà distanti da me, ma non così troppo!

Infine, ti chiediamo di mandarci un saluto per Macerata e per il Ratatà Festival!

Ciao Macerata, ci rincontreremo finalmente dopo anni e anni, propongo scampagnate abbraccia -alberi a tutti quelli che vogliono, durante il Ratatà. Passatemi a trovare e ci organizziamo!

 

Michele Catinari